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Da oggi esistono un “avanti” e un “dopo” Jova Beach Party

100mila persone all’aeroporto di Linate per la tappa conclusiva del “Jova Beach Party” di Lorenzo Jovanotti. Il nostro racconto dello show

Da oggi esistono un "avanti" e un "dopo" Jova Beach Party
Michele Lugaresi

Dopo il concerto-evento di ieri, sabato 21 settembre, di Lorenzo Jovanotti a Linate, niente è (e sarà) come prima. Ciò che è successo, infatti, non è stato un semplice concerto, bensì la chiusura di una tournée ambiziosa e sognatrice, così come il capitano di questa avventura. Lorenzo Jovanotti ha cambiato tutte le carte in gioco nel mondo dei live in Italia e ci ha dimostrato che si può fare tutto ciò che si ha in mente. Anzi, pure di più. Chiedetelo ai 100mila presenti di ieri.

Non so quando e come sia balenata in testa all’artista di Cortona l’idea di fare un tour nelle spiagge italiane. Non so come sia arrivata l’intuizione di creare delle vere e proprie giornate di musica e divertimento con i propri fan dalle prime ore del pomeriggio fino a tarda serata. Ma sono sicuro che anche nelle sue più grandi aspettative (e del suo team di lavoro) mai si sarebbe aspettato un riscontro di questo tipo. Mai si sarebbe ipotizzata la creazione di una macchina così imponente e così d’impatto per ogni singolo partecipante.

L’ultima data del tour delle spiagge di Jova si è tenuta proprio ieri sera, uno degli ultimi giorni d’estate. Stavolta ai piedi dei quasi 100mila spettatori non c’era la sabbia, ma il prato. L’aeroporto di Linate, però, ha ospitato un evento storico, che non dobbiamo dimenticare quando ci troveremo di fronte a nuovi esperimenti di questo tipo. Io stesso ho partecipato a una data del tour (quella a Lido degli Estensi: qui trovate la recensione del concerto): in quell’occasione ero rimasto stupito dal fatto che la semplice idea di un sognatore potesse trovare una messa in pratica così reale e forte. Nonostante le tante (tantissime) critiche di chi ha paura del cambiamento e, quindi, trova qualunque pretesto per mettere i propri bastoni tra le ruote altrui.



Ma con la data di ieri, a Linate, si è aperto un varco. Tra ciò che c’è stato “prima” di Jovanotti e ciò che sarà (o dovrà essere) “dopo”. Come era accaduto per tutte le date estive, durante il pomeriggio sono stati molti gli ospiti a esibirsi sul main stage (con incursioni continue del Jova che, anche in queste occasioni, non si è risparmiato). Ieri si è passati dal sound emozionante di un’artista come Fatoumata Diawara al “momento hit” con Takagi & Ketra, da Bombino agli Ex-Otago. Ma anche Cacao Mental, Ackeejuice Rockers, Rkomi, Albert Marzinotto, Flavia Coelho e un momento potentissimo con un super applaudito Benny Benassi.

Durante il concerto, poi, Jovanotti ha alternato momenti di DJ set alle tradizionali performance dei suoi brani. Alcuni solo chitarra e voce e altri con tutta la band al suo supporto. E non sono mancate le sorprese. Dall’incursione di un Tommaso Paradiso in versione cowboy (è stata la sua prima apparizione pubblica dopo l’addio ai Thegiornalisti), con il quale Jovanotti ha cantato Felicità Puttana (insieme a Dardust) e La Luna e La Gatta (con il ritorno di Takagi & Ketra sul palco)Fino all’arrivo di Salmo che prima entra in veste di batterista ha accompagnato Jovanotti durante L’Ombelico del Mondo (insieme ai componenti di Rockin’ 1000 alle percussioni). Poi prende il microfono e canta insieme a Jova 90MIN, Ho Paura di Uscire Fame. Ovazione generale.

Il bello di un evento come il Jova Beach Party è che al centro di tutto, di ogni singola cosa, c’è l’amore di Lorenzo per la musica. Che dev’essere, per lui, innanzitutto condivisione. Questo è palese quando improvvisa jam session nel backstage (spesso testimoniate tramite i suoi social network). Ma pure sul palco, quando ospita colleghi che stima e con il quale – si vede – ha un gran piacere a collaborare.

In un’industria discografica spesso retrograda come quella di oggi – nella quale si tende a “far collaborare” solo artisti accomunati da uffici stampa, etichette discografiche, manager – Jovanotti se ne frega. Crea movimento, crea idee. E sì, se lo può decisamente permettere. Questa è una lezione che dobbiamo imparare. Perché non abbiamo più voglia di vedere la musica come un insieme di regole di marketing. Non abbiamo più voglia di placement di artisti in live e CD come fossero confezioni di pasta inserite nelle fiction.



Non a caso tra il pubblico erano presenti molti colleghi e personaggi celebri, tutti estasiati dal sound di Jova. Da Alessandra Amoroso a Nina Zilli, dai Coma_Cose a Fabio Rovazzi. Ma anche il sindaco Beppe Sala (che ha optato per il Jova Beach rinunciando al derby meneghino), Stefania Rocca, Miriam Leone, Pif, Stefano Accorsi e il prossimo conduttore di Sanremo Amadeus (con consorte). Credete che sia un caso tutta questa attenzione nei confronti di un evento come il Jova Beach Party?

No. Qualcosa si è mosso. E val la pena di ricordarcelo. Il prato compreso tra la torre di controllo e la pista di decollo dell’aeroporto di Linate ha ospitato un evento che è stato un vero e proprio Festival. Che ha coinvolto al cento per cento dai bambini alla parte più agée del parterre. Ancora una volta – e in maniera ancora più emozionante, vista la partecipazione di 100mila persone in una location unica – Jovanotti ha gridato al suo mondo l’inizio di una Nuova Era (non a caso il titolo di una delle sue ultime canzoni, tra le più riprese durante lo show).

È la nuova era della musica basata sulla condivisione, sulla forza di un’idea che – se approfondita al meglio grazie a un team di lavoro valido e sognatore – può cambiare tutto. Può farci divertire ed esaltare come se fosse la prima volta al mondo che proviamo emozioni di questo tipo. È la nuova era di come ci piacerebbe fossero molti concerti. È la nuova era di Jova, certo. Ma, forse, da oggi, anche la nostra.

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