Indiegeno Fest 2021 non ci sarà. Il direttore artistico: «Manca la visione politica»

L’evento, che l’anno scorso ha portato al Teatro Greco di Tindari Diodato ed Elodie, è stato annullato a 10 giorni dall’inizio. Abbiamo parlato con Alberto Quartana
Indiegeno Fest: uno scatto dell'anno scorso. Foto di Giuseppe Mollica
Indiegeno Fest: uno scatto dell’anno scorso. Foto di Giuseppe Mollica

L’ottava edizione dell’Indiegeno Fest a Tindari (Messina) prevista dall’1 al 5 agosto non ci sarà. I concerti al tramonto o all’alba al Teatro Greco di Roy Paci, Carmen Consoli, Gaudiano, Francesca Michielin e Bugo non si terranno. La notizia è circolata due giorni fa a soli 10 giorni dall’inizio. Abbiamo chiamato il direttore artistico Alberto Quartana per capire con lui che cosa sia accaduto. Come mai proprio ora che la situazione dei live sembra migliorare a momenti, mentre in altri sembra anche peggio dello scorso anno.

«Il nostro è sempre stato un festival itinerante, dalla spiaggia al parco naturale ha sempre avuto diversi palchi. Dall’anno scorso invece abbiamo dovuto concentrare tutte le forze soltanto sul teatro Greco di Tindari per rispettare le normative anti-Covid», ci spiega il direttore artistico dell’Indiegeno Fest.

L’anno scorso, comunque, in piena pandemia siete riusciti a organizzare il festival mentre quest’anno no, come mai?

Il fatto è che già per la scorsa edizione abbiamo sopportato dei grandi sacrifici e siamo andati in perdita ma abbiamo deciso lo stesso di non gettare la spugna, anche per i lavoratori e le loro famiglie. Siamo riusciti a portare anche Diodato, che aveva appena vinto il festival di Sanremo, ed Elodie, non certo artisti minori.

Quest’anno ci sono state fatte delle promesse nei diversi confronti che poi sono state del tutto disattese. Inizialmente le istituzioni avevano parlato di una capienza maggiore rispetto a quella irrisoria dell’anno scorso che era solo di 500 posti sui 2000 disponibili. Le istituzioni locali ci hanno riferito che di sicuro ci sarebbe stata una deroga e la possibilità di ospitare più pubblico, nonché ci era stato promesso anche un contributo economico. Noi contiamo molto sulla biglietteria e poco su sponsor e contributi. E invece…

Cosa è successo?

Ci è arrivata una lettera ufficiale dove veniva ribadita la capienza massima di 500 persone. In più ci veniva richiesto il pagamento di un canone raddoppiato rispetto all’anno scorso, più i costi accessori (perché, per esempio, noi teniamo i concerti all’alba quindi dobbiamo pagare straordinari e pulizie), più il 3% dell’incasso.

Cosa hai deciso di fare?

Mi sono rivolto immediatamente al direttore del Parco archeologico chiedendo se non si trattasse di uno scherzo, ma non c’è stato niente da fare. Ho fatto presente che a Siracusa e a Taormina la capienza era stata aumentata. Se non sceglievano di fare la stessa cosa anche per noi non sarebbe stato sostenibile economicamente. Eppure, le istituzioni non hanno fatto niente. Io ho anche proposto di introdurre il Green Pass per accedere all’evento e arrivare almeno al 50% della capienza: che problema ci sarebbe? Sarà utilizzato per altre manifestazioni e dovremo considerarlo di sicuro per il futuro.

Perché a Siracusa la situazione è diversa secondo te?

Penso perché c’è un interesse politico più forte. Quella è una zona molto più turistica quindi le loro forze in Regione contano di più.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Indiegeno Fest (@indiegenofest)

Quartana, direttore artistico di Indiegeno Fest: «Non so cosa accadrà l’anno prossimo»

Non c’è una volontà di andare contro il vostro Festival, perché magari date fastidio?

No, non credo proprio. Penso sia piuttosto una mancanza di visione e anche incapacità di programmarsi prima. Noi in questa zona, quella di Messina che non è molto considerata dalle rotte turistiche, abbiamo portato molto in termini di pubblico che poi soggiornava e consumava.

Avete quantificato il ritorno in questo senso?

Certo, lo abbiamo anche documentato alla Regione. Nelle scorse edizioni abbiamo portato 3500/4000 ragazzi da tutta la Sicilia e non solo. Per esempio, con la cancellazione di questa edizione abbiamo dovuto disdire almeno 60 posti letto al giorno solo per gli artisti e i musicisti.

Adesso cosa pensi di fare?

Rimane una grande amarezza. Ho sempre messo in piedi questo festival per pure passione, non certo per guadagnarci chissà che. Abbiamo sempre avuto un ritorno mediatico forte dove si è parlato poi di tutta la zona, in fondo. L’unica consolazione è che so che restituiremo tutta la cifra del biglietto nel giro di 10/15 a chi lo vorrà perché ci appoggiamo a un circuito indipendente. Io vedo disinteresse, non posso rimetterci economicamente e non so cosa accadrà l’anno prossimo. Per la scorsa edizione ci eravamo comportati in maniera estremamente scrupolosa per rispettare le regole e avremmo fatto di sicuro la stessa cosa.

Di cosa avete bisogno?

Di regole e linee guida per l’anno prossimo. Non mi comporterò mai più come questo anno: ci avevano dato delle certezze a voce le autorità locali e io credo che il festival si sarebbe potuto davvero fare. Ma così non è stato. Tutti abbiamo bisogno di uscire dall’incertezza.

Articolo Precedente
VillaBanks

VillaBanks, esce "Filtri+Nudo": «Voglio che la mia musica, come la sessualità, sia libera»

Articolo Successivo
Danti. Foto di Matteo Bellomi

Da Danti a Mannarino, le migliori uscite nazionali


Articoli correlati
Total
2
Share