Harry Styles ci dimostra che possiamo essere chiunque vogliamo. Il racconto del concerto al Pala Alpitour di Torino

Il cantante ha portato alla seconda data italiana del suo “Love on tour” il pop-show che tutti vorremmo vedere almeno una volta nella vita
Harry Styles
Harry Styles, foto di Anthony Pham

“Mia madre mi butta fuori di casa”. Lo penso anch’io quando, allungando la carta verso il pos, acquisto per la modica cifra di 30 euro la borsa di tela del Love on tour 2022. Me ne pento a posteriori? Assolutamente no. Mi pento invece di non essermi vestita in modo adatto per l’occasione, perché come fa notare una ragazzina al padre: “Papà, da Harry Styles bisogna vestirsi esuberanti”. L’occasione della toccata e fuga in una rovente Torino è la seconda data italiana dell’ex One Direction. Un evento imperdibile per i fan, accampati fuori dal Pala Alpitour da giorni. Il caldo non li spaventa. Quando arrivo a Torino mancano poche ore al concerto di Harry Styles e chi non è già in coda si è appostato fuori dall’Hotel Principe di Piemonte, dove il cantante alloggia.


L’esperienza del concerto, per noi che lo raccontiamo, è anche questa: girare per la città, assaporando sensazioni, odori e colori di quello che, per tantissimi, è l’evento non dell’estate, ma dell’anno.


Il Pala Alpitour è pienissimo. I fan di Harry Styles sono esuberanti nei colori e nei modi. Un concerto dove il nero lascia spazio a boa di piume giganti, glitter su qualunque parte del corpo e stivali dalle forme più improbabili. Tutti, forse inconsciamente, hanno seguito il consiglio che il cantante ci darà durante il live: “Vorrei che foste liberi di essere chi volete”. Con un congiuntivo perfetto.

Harry Styles, irrefrenabile showman

Ed è proprio un grande senso di libertà che contraddistingue le due ore circa di concerto. Harry Styles, nella sua tuta di paillettes e Gazzelle Adidas bordeaux ai piedi, è irrefrenabile. Se qualcuno avesse dubbi, ha davvero una gran voce, supportata da una band che viene più volte ringraziata, insieme a tutta la crew e ai Wolf Alice, che hanno aperto lo show.

Harry Styles si dimena, rimanendo elegante e mai fuori luogo. Corre per il palco, con il pubblico a 360 gradi, mandando baci, salutando tutti e chiedendo se stiamo bene. C’è veramente da chiedersi, guardando il suo show, cosa ci potrebbe far star male, a parte il caldo e le ore trascorse sotto il sole.

Harry Styles
Harry Styles, foto di Anthony Pham

La scaletta proposta è quella delle grandi occasioni. Harry apre la seconda data italiana del Love on tour 2022 con Music for a sushi restaurant, dal suo ultimo album Harry’s House, per poi proseguire con le amatissime Adore You e Golden, dal precedente progetto, Fine Line. Non mancano ovviamente Sign Of The Time e Kiwi, che chiude lo show, dal suo omonimo debut album.

Non può mancare, durante questa serata, anche What Makes You Beautiful, tra i brani iconici degli One Direction. Una ragazza dietro di me scoppia a piangere, singhiozzando rumorosamente, mentre la bambina davanti a me dorme per tutto il concerto e si sveglia solo per cantare, a modo suo, questa canzone ormai iconica.

Il tributo all’Italia

“Mina è la mia cantante preferita” dice ad un certo punto, intonando Se telefonando, seguita da un breve discorso in italiano. Ci racconta che lo sta imparando, anche se lo trova davvero difficile. Nessuno stenta a crederci, soprattutto quando ci spiega che ha dei problemi a distinguere “cappello” da “cappella”.

In due ore di show, Harry Styles porta sul palco il pop-show che tutti vorremmo vedere. Il connubio perfetto tra presenza scenica, performance e doti canore, senza la minima sbavatura. Un concerto che rimarrà sicuramente nella memoria di chi c’era e che sarà un po’ invidiato da chi, purtroppo, se lo è perso.

L’unica nota negativa di questa giornata meravigliosa? L’arrivo a Milano alle 3 di notte, dopo un lungo viaggio in pullman, con poche ore di sonno in corpo e nella testa le immagini di uno show adrenalinico e carico di vita, dove nessuno si sente fuori posto.


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