Giorgio Poi ci ha dedicato più di un’ora dei suoi “Giorni felici”

Il cantautore è riuscito a riportare tutti (ma proprio tutti) ad un live, proponendo brani dai tutti i suoi album e regalandoci una meravigliosa performance insieme a Elisa
Giorgio Poi ed Elisa
Elisa e Giorgio Poi, foto Simone Biavati

Avete mai avuto la sensazione di ritrovarvi in un luogo dove ci sono letteralmente tutti? Amici, giornalisti, conoscenti e persone che non sopportate? Beh, io sì. Ho provato questa sensazione, strana quanto magica, al concerto di Giorgio Poi di venerdì, 18 febbraio, al Teatro Dal Verme di Milano.


Strana e magica sono le due parole giuste per descrivere l’evento. Ritrovarsi lì, in uno dei teatri più belli e importanti del capoluogo lombardo, ad una data sold out di uno dei cantautori più interessanti di questi anni, non può che essere strano, se pensiamo tutti i concerti rimandati a data di destinarsi.


La magia, però, è il vero “sale” del concerto di Giorgio Poi. L’atmosfera onirica è palpabile e si percepisce fin dall’ingresso del cantautore, insieme alla sua band, composta da Matteo Dominichelli (basso), Francesco Aprili (batteria), Benjamin Ventura (tastiere). Inoltre, sul palco del concerto troviamo anche un quartetto d’archi.

La magia, tra l’altro, non la porta sul palco solo l’artista insieme alla sua musica, ma anche tutti gli addetti ai lavori, a partire da Martino Cerati, Lightning Designer dell’evento, e Gio Pastori, che ha curato le visual.

Il concerto si apre con Gommapiuma, title track dell’ultimo album di Giorgio Poi, uscito lo scorso 3 dicembre. Il cantautore, che appare sul palco imbracciando e suonando il sax, propone poi al suo pubblico brani dal suo ultimo progetto e non solo.

Giorgio Poi infatti, complice anche il ritorno alla musica dal vivo, propone brani da tutti i suoi album, da Smog al primo album, Fa Niente.

Così, nella cornice del Teatro Dal Verme, finalmente riascoltiamo (o ascoltiamo per la prima volta) dal vivo canzoni come Il tuo vestito bianco, Erica Cuore ad Elica, Niente di Strano, Stella e La musica italiana, per citarne alcuni.

Giorgio Poi non si limita però a portare una vera e propria magia sul palco. Perché Giorgio Poti (questo il suo vero nome, ndr) ci ha regalato più di un’ora dei suoi Giorni Felici, brano con cui tra l’altro ha concluso il concerto.

Elisa e Giorgio Poi, che magia!

La sorpresa più grande, e sicuramente inaspettata, è l’arrivo di Elisa. I due cantano insieme Bloody Mary, brano tratto da Gommapiuma. Le loro voci si incastrano alla perfezione, delicate e piene allo stesso tempo. Il loro è un grande e avvolgente abbraccio sotto forma di musica.

Si ringraziano, Elisa e Giorgio. Nelle loro voci c’è tutta l’ammirazione che provano l’uno per l’altra. C’è la complicità di due artisti di grandissimo talento che hanno collaborato per la stima reciproca e il piacere di fare musica.

Anche se improvvisato questo incontro tra generazioni, tra Elisa e Giorgio Poi, ci ha portato sulle nuvole, lontani dal Teatro, da Milano, da tutto e tutti. In quel momento c’era solo la musica.

Alla fine del concerto gli applausi fanno esplodere il teatro. Tutti si alzano in piedi. Sembra quasi di festeggiare il ritorno alla normalità. Il ritorno a quei Giorni Felici che Giorgio Poi ci ha dedicato con grande intensità.


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