Samuel, direttore artistico di Eolie Music Fest: «Il festival sul mare bellissimo e difficile. Tutti ne devono capire l’unicità»

Inizia oggi l’evento patrocinato dalla Regione Siciliana che vede il frontman dei Subsonica coinvolto in prima persona. Lo abbiamo intervistato: “Anche gli artisti devono comprendere che può succedere di tutto”
Samuel Romano, direttore artistico di Eolie Music Fest, durante il live dello scorso anno con Willie Peyote
Samuel Romano, direttore artistico di Eolie Music Fest, durante il live dello scorso anno con Willie Peyote (foto di Live All)

Il primo aggettivo che si potrebbe associare a Samuel quando si parla con lui del suo festival che inizia oggi fino a martedì 5 luglio, l’Eolie Music Fest 2022 (con il patrocinio della Regione Siciliana), è molto semplice e quasi scontato. Vulcanico. Del resto, si scopre che il frontman dei Subsonica, con una solida e parallela carriera solista alle spalle, sta portando avanti il tour con la sua storica band, il suo tour appunto da solo, e sta organizzando un festival sull’acqua splendido e difficilissimo.


E ha anche appena pubblicato un singolo – che chiameremo estivo – Occhiali da sole. Diverso da tutti quei tormentoni che stanno uscendo in questi venerdì di uscite. «Mi piace sempre mettere in luce il lato B delle cose, immagino che il mio pubblico se lo aspetti. Qui racconto di quando si vuole chiudere un ciclo e si cade nella tentazione di reagire in maniera apatica. Io invece invito a “indossare gli occhiali da sole” e andare avanti verso progetti nuovi», ci racconta Samuel che in questo momento è a Panarea, isola che al momento non fa parte del circuito delle isole Eolie coinvolte nel festival. La maggior parte degli eventi, infatti, si terrà a Vulcano, Lipari, Stromboli, Salina.


Vulcanico oltre a essere lui stesso, direttore artistico insieme al co-direttore Andrea Biviano, è anche l’aggettivo attorno al quale è stato costruito tutto il progetto. «Credo che tutto sia nato a Stromboli, sia perché lì vive Max Cincotta (uno degli organizzatori del festival insieme a Caterina Torretta e Carlotta Garavaglia di Marea Eventi, ndr), che ha avuto il primo barlume di idea a riguardo, sia perché quell’isola ha qualcosa di magico con il vulcano attivo quotidianamente», prosegue Samuel.

Già l’anno scorso, la prima edizione ufficiale dell’Eolie Music Fest, era stata un’esperienza pazzesca con Coma_Cose, Willie Peyote, Colapesce & Dimartino, etc. Questa seconda edizione ha ancora qualcosa di più?

Il 2021 è stato un anno magico anche perché arrivavamo alla fine di un periodo devastante di chiusure, in questo modo era facile coinvolgere gli artisti più in hype anche perché non avevano dei tour troppo pre-definiti. Quest’anno abbiamo ridotto il periodo a una settimana e non è stato facile creare degli incastri. Però siamo riusciti a portare artisti come Daniele Silvestri. Io mi esibirò insieme a Ensi e Gemitaiz. Un incontro di autori, nel senso letterale di persone che lavorano con le parole che si scontrano/incontrano con un’orchestra di fiati e una band classica. E poi Mannarino che proporrà un live unico studiato apposta sul tema del mare, dal suo repertorio.

Quest’anno in più ci sarà la terra, perché l’anno scorso si dovevano evitare assembramenti. Il concerto dei Selton, di altri artisti, e anche le feste finali a Stromboli e Salina saranno sulla spiaggia, anche se noi ci esibiremo dal mare. Un po’ come due anni fa quando andavo in giro con il caicco e dà lì facevo i miei DJ set. Il finale a Stromboli di lunedì, proprio quando si riuniscono tutti i velisti della zona sarà molto emotivo.

Aiutami a spiegare perché Stromboli sia un’isola così particolare rispetto a tutte le altre: è solo per il vulcano?

Credo che quello faccia molto, moltissimo e dia una tonalità così particolare e sentita. E poi Stromboli ha due facce. Una un po’ fighetta e paracula che incontri subito appena sbarchi con l’aliscafo e trovi il moletto con i ristorantini. Ma poi se attraversi l’isola, e puoi farlo solo con la barca, ne trovi una isolata e diversa, Ginostra. Due anni fa quando ero in giro appunto con i miei DJ set improvvisati a un certo punto mi sono trovato in barca sotto alla sciara del vulcano e il cielo si è completamente tinto di rosso. Ho pensato che si fossero creati dei visual perfetti ma ovviamente naturali. E poi la notte accadono cose del tutto particolari: senti il mare, e l’isola stessa, che respirano.

A parte le bellezze naturali, state costruendo anche un solido cartellone musicale dove si alternano live di personaggi di spicco della musica italiana, come quelli che abbiamo nominato prima, e altri più particolari come quello di Stellare, Corally, Splendore, Populous. Quale è l’aspetto principale che vorresti venisse ricordato?

Eolie Music Fest sta crescendo sempre di più e sta diventando riconoscibile anche dal punto di vista istituzionale. Certo, tutto ciò non può nascere in due giorni. Si deve comprendere come tutto dipenda dal mare che è totalmente ingovernabile e le difficoltà logistiche possono essere immense. L’anno scorso, per esempio, per il concerto dell’ultimo giorno a Stromboli avevamo posizionato il caicco e tutto era perfetto fino a 5 minuti prima. Poi il vento ha deciso di cambiare tutto e siamo rimasti in ballo per un sacco di tempo. Chi viene deve sapere che tutto potrebbe cambiare all’ultimo. E questa cosa la devono sapere anche gli artisti che vengono con tutta la loro strumentazione tecnica. Però so che sia loro che il pubblico vanno via con la consapevolezza di aver preso parte a un’esperienza unica al mondo.

Qual è il live che ti è sembrato più difficile da realizzare e ti ha dato più soddisfazione finora riuscire a metterlo in cartellone?

Credo quello di Gemitaiz. Nel senso che è un artista molto in hype al momento e ha dovuto accettare di mettersi in gioco completamente. Non è facile dire a un artista del genere vieni e poi capiamo cosa ci inventiamo. Noi ne abbiamo parlato un po’ insieme e siamo entrati in contatto. Anche Ensi che è amico di entrambi ci ha aiutato. Ho in testa anche io molta curiosità e molta attesa e non so come andrà. Le buone premesse ci sono tutte però.


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