Corally ha concluso l’Eolie Music Fest: «Ho cantato nelle acque dove avvengono gli abusi contro gli animali»

Ha aperto il concerto di Daniele Silvestri e si è esibita per ultima nella sera conclusiva del festival patrocinato dalla Regione Siciliana. Tutti i proventi della cantante vicentina vanno all’associazione Sea Sheperd che si batte per difendere l’habitat e la fauna marina
Corally, foto di @stebrovettoph
Corally, foto di @stebrovettoph

Si è concluso da poco più di 15 giorni ma il suo ricordo rimarrà di sicuro per tutta l’estate. L’Eolie Music Fest, patrocinato dalla Regione Siciliana, è stato davvero un festival diverso da qualsiasi altro, che ha lasciato il segno. Più di 3mila le persone presenti che hanno seguito i concerti sul caicco Odysseus del capitano Nicola Delfino dalle barche. Ma anche su terra, tra Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli.


Un’atmosfera unica dove artisti come Daniele Silvestri, Gemitaiz, Ensi, Mannarino si sono esibiti (qui il nostro racconto del concerto), spesso insieme a Samuel (direttore artistico aiutato da Andrea Biviano), ma soprattutto si sono messi totalmente in discussione. Da soli o insieme. Uscendo dalla loro comfort zone e dovendosi confrontare con le difficoltà oggettive di un live sul mare. Dove niente è scontato, il pubblico è lontano e dove – per forza – devi ballare al ritmo del mare. Ma non è stato soltanto questo.


I progetti inusuali dell’Eolie Music Fest: da Corally a Stellare

Perché hanno trovato spazio anche realtà molto interessanti. Come Stellare, ovvero Ale Bavo, Raffaelle Rebaudengo e FiloQ che, dopo aver prodotto un album elettronico ispirato ai suoni del mare, hanno trasformato una sala dell’affascinante hotel Carasco di Lipari in uno studio di registrazione/sperimentazione dove potevano passare anche altri artisti a dare il loro contributo.

Ale Bavo, Filo Q e Raffaele Rebaudengo: il collettivo Stellare. Foto di @stebrovettoph

Oppure DJ set per nulla scontati come quello di Montoya, producer di Treviso di origine colombiana, con il vulcano Stromboli sullo sfondo. O di Splendore, di Populous e anche del rapper DrefGold.

Corally: «Ero solo spettatrice passiva ma ho capito che il singolo può fare la differenza»

Ad aprire e chiudere l’Eolie Music Fest, poi, c’è stato il concerto di Corally. Camilla Fascina, artista di Vicenza, il cui progetto è visceralmente collegato alle intenzioni del festival.

Corally ha deciso di adottare questo nome d’arte nel 2019 quando è entrata in contatto con Sea Shepherd tramite Music For The Ocean all’interno di Ama Festival. «Mi hanno proposto di diventare la voce del mare per raccontare con la mia musica ciò che succede. Non potevo non accettare», ci racconta Camilla-Corally, da sempre interessata alle questioni ma più come spettatrice passiva.

«Sea Shepherd è nata nel 1977 per la protezione degli habitat oceanici e della fauna marina e grazie a questa organizzazione ho capito che è l’azione del singolo che può cambiare le cose. Quindi mi sono chiesta: io con la musica come posso contribuire alla salvaguardia delle specie marine?».

Corally e un nuovo modo per gestire i proventi della SIAE

Così Corally ha deciso di donare i proventi derivanti dalle sue canzoni direttamente a Sea Sheperd. Le sue royalties SIAE diventano immediatamente giornate di navigazione per la difesa dell’ambiente marino. «Sea Sheperd va proprio nei luoghi dove avvengono abusi. Ovvero si parla di pesca illegale e bracconaggio, e con l’aiuto della guardia costiera salvano ad esempio le tartarughe, le razze e qualsiasi specie vedano in difficoltà. Vogliamo che si crei un circolo virtuoso per cui tutte le persone che lavorano nel mondo della musica possano contribuire al progetto, per farla diventare un vero e proprio canale di intervento».

«Il messaggio forte che vogliamo trasmettere», prosegue Corally-Camilla «è che dobbiamo proteggere le specie marine. Perché è un tema che si tende a non considerare ma è fondamentale per la sopravvivenza di tutti. Non si parla mai del mare perché sembra che sia sempre lì a disposizione di tutti ma non è così. Se le specie si estinguono non tornano più. Il danno per l’ecosistema è terribile, viene anche a mancare l’ossigeno. Se poi pensiamo che la musica si basa sul respiro noi tutti del mondo della musica dovremmo attivarci all’istante. Tra l’altro il simbolo di Sea Sheperd è un teschio al cui interno ci sono un delfino e un capodoglio, non è un simbolo di morte ma di vita».

Eolie Music Fest e l’attenzione all’ambiente marino

Il collegamento con Eolie Music Fest è nato in maniera spontanea. «Anche loro erano entrati in contatto con Music For The Ocean proprio a quel primo concerto e quindi si è creata la connessione. La cosa più interessante di questo rapporto tra noi e il festival è che siamo andati a suonare proprio nelle stesse acque dove avvengono gli abusi!».

Davanti alla spiagge nere di Vulcano, il primo luglio, in apertura del live di Daniele Silvestri, Corally ha presentato il suo primo singolo in italiano L’unica risposta. «Non serviva neanche la macchina del fumo né quella del vento, gli effetti speciali erano tutti naturali! È stata una sensazione mistica, non ho avuto nessuna paura. Ho cantato anche Mediterraneo, che non è ancora uscito». Corally l’ultima sera del festival, il 6 luglio, invece si è esibita in piazza Rosa dei Venti a Salina e ha anticipato la sua esibizione facendo ascoltare i suoni di capodogli registrati dal vivo. «Appena è partita la registrazione un gruppo di bambini ha urlato: “le balene!”. Mi hanno fatto venire la pelle d’oca! E alla fine del live sono venuti a raccontarmi quello che fanno, dal “io seguo le tartarughe” al “io raccolgo la plastica”. In futuro mi piacerebbe sempre unire i suoni della natura


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