I live sono la miglior palestra per Coez. Il report del concerto all’Alcatraz a Milano

Tra brani del suo ultimo album “Volare” e pezzi dei precedenti progetti, il rapper romano ha superato a pieni voti il banco di prova milanese
Coez
Coez, foto di Lorenzo Reali

«Mi taglierei una mano per cantare con Silvano». Questa frase si legge su un cartellone nelle prime file del concerto di Coez di ieri sera, giovedì 7 aprile, all’Alcatraz di Milano. Dopo la prima data live del cantante romano, sold out, ai Magazzini Generali, si torna dal vivo per questa seconda data del Volare Tour 2022.

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Coez è in gran forma. A dimostrarlo, tra le altre cose, anche la scaletta, piuttosto corposa. Il cantautore sceglie di portare sul palco non solo i brani del suo ultimo progetto, Volare, uscito lo scorso 3 dicembre, ma anche dei suoi album precedenti.


Il live si apre intorno alle 21:30 con Wu Tang, tra i singoli che hanno anticipato l’uscita di Volare. Prosegue poi con altri due brani dal disco: Nuvole e Flow Easy.

Nonostante, per stessa ammissione di Coez, gli elementi della band risultino “male assortiti” per quanto riguarda gli outfit, sul palco risultano davvero molto affiatati. Sono DJ Giuseppe “Banana” Di Nola, Giuseppe “Passerotto” D’Ortona (batteria), Daniele “Orang3” Dezi (basso e direttore artistico dei live), Alessandro “Gaspare” Lorenzoni (chitarra) e Valerio Smordoni (tastiera). La band è certamente l’elemento vincente di un live ben riuscito, capace di coinvolgere davvero il pubblico.

«È bello farla sembrare facile, ma dietro c’è un lavoro incredibile per farvi divertire» dice Coez durante il concerto. Silvano Albanese ringrazia così loro e tutti i tecnici che, possiamo dire finalmente, sono tornati a lavorare dopo due anni di pandemia.

Il concerto prosegue tra pezzi di Volare e un bel tuffo nel passato, con brani come Faccio un casino e E yo mamma, tratti dal quarto album di Coez, Faccio un casino. Ma si torna anche più indietro nel tempo, con brani come Niente che non va (tratto dall’omonimo album del 2015) e la fortunatissima Domenica, tratta da È sempre bello, pubblicato nel 2019.

Coez
Coez, foto di Lorenzo Reali

Coez all’Alcatraz di Milano: prova ampiamente superata

Una nota di merito, importante, per Coez: durante il concerto due persone si sentono male, in occasioni diverse. Il cantante se ne accorge entrambe le volte e ferma la musica, provando a sdrammatizzare: «Prima di venire ai concerti dovete bere tanta acqua, altrimenti è un casino. Lo facciamo anche noi!». Così si fa.

L’encore è probabilmente il momento più bello di un concerto che ha comunque lasciato il segno in un’Alcatraz (quasi) pieno. «Milano è sempre un banco di prova, e penso proprio che l’abbiamo superata» dice Coez, ringraziando ancora una volta la sua band che gli dà “la forza per continuare tutto il tour”.

Così, Coez chiude con ben 7 brani il suo concerto all’Alcatraz, tra cui Ali Sporche (che quest’anno, ci tiene a ricordarlo, compie dieci anni) e un nuovo arrangiamento, davvero ben riuscito, di Siamo morti insieme, tratto dal suo primo album Non erano fiori.

Ovviamente non può mancare in chiusura uno dei brani più amati del cantante romano: La musica non c’è. I telefonini sono tutti puntati su Coez, la sua tuta “spaziale” e i suoi capelli verde fluo. I live sono decisamente un’ottima palestra, come lui stesso afferma, e alla data di Milano si può sicuramente aggiungere una spunta verde: prova superata.

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