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I Cigarettes After Sex a Milano e il dono dell’immediatezza

Ieri i Cigarettes After Sex si sono esibiti all’Alcatraz di Milano. Ecco gli assiomi fissati dalla band per le loro performance live

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Ebru Yildiz

Prima regola: keep it simple. Seconda: dai al pubblico esattamente quello che si aspetta, con poche chicche ben piazzate. Terza: non eccedere, osserva l’unità di tempo. A voler essere sintetici, sono questi gli assiomi fissati dai Cigarettes After Sex nelle loro performance live, come quella che hanno portato all’Alcatraz di Milano ieri, giovedì 14 novembre.

Fuori dalla venue la coda è lunghissima già un’ora prima del live e si arrotola su se stessa in stile Snake. L’attesa per l’unica data italiana della stagione per la band di Greg Gonzalez e soci è palpabile. Piovicchia, ma non così tanto da rovinare la serata ai fan.

Il concerto inizia puntuale alle 21.30 e si palesa subito l’applicazione della prima regola: semplicità. Sul palco ci sono i quattro musicisti disposti praticamente in linea. Da sinistra a destra, Randall Miller (basso), Greg Gonzalez (voce e chitarra), Josh Marcus (tastiere), Jacob Tomsky (batteria). Se non fosse già abbastanza chiaro conoscendo la band, si capisce subito chi è il protagonista assoluto dello show: Greg, ça va sans dire, su cui sono puntate quasi tutte le luci. La scenografia è essenziale: nessun effetto speciale (se non alla fine, quando vengono proiettati visuals su tutta la sala), solo ritratti di donne a rotazione sul maxischermo dietro la band. Ovviamente in bianco e nero.

La seconda regola si chiarisce nel giro di poche canzoni. Con solo due album all’attivo non avrebbe senso tenere le hit solo per il finale, così la tracklist è un ben bilanciato amalgama di pezzi forti, brani meno universalmente noti del primo album e nuove canzoni del secondo album (Cry, da poco pubblicato). E una cover non banale: Keep on Loving You dei REO Speedwagon.

La terza regola è quella che inizialmente lascia molti interdetti, ma a ben riflettere non poteva essere diversamente. Dopo un’ora e un quarto il live è terminato, bis compresi. È giusto così. Da un lato, suonare più a lungo avrebbe di fatto comportato l’eseguire integralmente i due album, scelta di non grande qualità. Dall’altro, è bello pensare che un live dei Cigarettes After Sex abbia una propria compattezza, con una durata non molto superiore a quella di un LP.

Forse ci potevano essere più aperture sonore (come il finale molto elettrico su Dreaming of You) e modulazioni dinamiche per scandire maggiormente il respiro della performance. Ma i Cigarettes After Sex sono questo: hanno il dono dell’immediatezza, what you see is what you get. Si torna a casa bagnati e infreddoliti, ma felici.

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