“Tick Tick… Boom!”, Jonathan Larson racconta quanto è dura avere trent’anni

Il film, diretto da Lin-Manuel Miranda, racconta non solo la storia di Larson, ma anche quella di tutti i trentenni alle prese con il tempo che passa inesorabile
Tick Tick Boom
Un dettaglio della locandina di “Tick, Tick… Boom!”

Tick, tick, tick. Se come noi siete alla soglia dei trent’anni, probabilmente vi sarà capitato di sentire come una sorta di ticchettio continuo. Un rumore costante che vi segnala come il tempo stia inesorabilmente passando e sia ora di provare a tirare le somme. I 30 anni rappresentano un primo “giro di boa” per tantissimi. Ci chiediamo quali obiettivi abbiamo raggiunto, quali ancora sembrano lontani anni luce e quali, invece, probabilmente saranno spuntati dalla nostra “lista” tra anni, o forse mai. A raccontarlo in maniera perfetta è Tick Tick… Boom!, film uscito nel 2021 su Netflix.


Il lungometraggio è l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical di Jonathan Larson. Se non lo conoscete, Larson è stato un compositore e drammaturgo americano, nato a White Plains nel 1960 e morto il 25 gennaio 1996. La sua opera più famosa è Rent, che gli è valsa due Tony Awards e il Premio Pulitzer per la Drammaturgia, entrambi postumi.


Purtroppo, come avrete già potuto intuire, Jonathan Larson non ha vissuto abbastanza per potersi godere il successo di Rent. Il drammaturgo è infatti scomparso per dissezione aortica, probabilmente attribuibile alla sindrome di Marfan, di cui soffriva, la mattina del 25 gennaio 1996, a pochissime ore dalla sua prima e unica intervista, nonché dalla prima di Rent.

Il film sembra una vera e propria lettera di amore e riconoscenza verso Larson, e non è un caso che a dirigerlo ci sia Lin-Manuel Miranda, fra i più importanti registi di Broadway degli ultimi anni. Inoltre, tutto il film è pieno di cameo di personaggi storici e stelle nascenti del musical americano. L’intero appartamento sembra essere una ricostruzione abbastanza fedele di quello nel quale Larson visse in quegli anni, e nella parte delle sue vicine di casa ci sono… le sue vicine di casa.

Tutto quello che state per vedere è vero. Tranne le parti che Jonathan ha inventato”. Si apre così Tick Tick… Boom!, una storia a metà tra realtà e finzione, che racconta come il ticchettio costante che abbiamo nella testa, che sentiamo quando stiamo per raggiungere qualcosa di importante, possa anche portarci a fare cose straordinarie.

Tick Tick… Boom!, il musical a matriosca

Tick, Tick…Boom! racconta dei fallimenti del giovane autore, focalizzandosi anche sul lavoro che ha preceduto il suo successo, Superbia. Un lavoro fantascientifico che risulta ad oggi attualissimo e profetico. Il drammaturgo infatti ha ipotizzato un mondo iper-individualistico, dove il successo si misura attraverso l’immagine sociale. «Una satira ambientata nel futuro in un pianeta Terra avvelenato, dove la maggior parte dell’umanità passa la propria vita a guardare gli schermi dei loro trasmettitori mediatici, ammirando la minuscola élite di ricchi e potenti che filmano le loro favolose vite come se fossero degli show televisivi». Vi suona un po’ familiare?

Larson è considerato un rivoluzionario nel suo campo proprio per questa sua straordinaria capacità di ridefinire che cosa un musical possa effettivamente essere: un lavoro personale, dove l’autore si pone in prima persona come protagonista, raccontando la scrittura di un altro lavoro e intrecciando così diverse storie che si ritrovano a convivere sullo stesso piano narrativo.

La colonna sonora del film

Il lungometraggio è impreziosito da un’incredibile soundtrack, colonna portante di Tick Tick… Boom!. L’intreccio tra il musical in lavorazione all’interno del film e quello che invece fa da struttura si mischiano creando la colonna sonora perfetta.

Partendo dal rock di 30/90 a pezzi di stampo squisitamente pop come Come to Your Senses, la musica rispecchia perfettamente la storia narrata, senza mai risultare superflua o semplicemente riempitiva. Tutte le canzoni sono state registrate dal cast, dimostrando ottime capacità vocali per Andrew Garfield, e riconfermando il talento di Alexandra Shipp, già apprezzabile nella biopic su Aaliyah. Stesso discorso per Vanessa Hudgens, che, tra l’altro, ci ricorda che High School Musical, che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, compie 14 anni.

La colonna sonora, in particolar modo, segue le vicende di Jonathan Larson, facendoci immergere nella sua storia personale, fatta di delusioni, grande fatica per emergere, problemi economici e di cuore.

Jonathan Larson, quanto fanno paura i trent’anni

Jonathan Larson è riuscito a raccontare, nel 1990, una storia attualissima, che a distanza di più di trent’anni mostra ancora dubbi, timori e ambizioni di una generazione che oggi, forse più che quando il drammaturgo era in vita, si sente messa da parte e dimenticata. Tick Tick… Boom! diventa così una sorta di inno sotto forma di musical della generazione dei millennial, che più che vivere il mondo, lo stanno subendo, con tutte le sue storture e i problemi che è sempre bello vedere rappresentati in musica, e non solo.

Articolo di Benedetta Minoliti e Andrea Torresi


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