Il titolo di questo articolo-tributo a uno dei giganti della film music, John Williams, e alla saga sci-fi più famosa del globo (grazie anche alle sue musiche), Star Wars, è preso da una citazione del critico di musica per film Roberto Pugliese: tempo addietro ha dichiarato che le composizioni di Guerre Stellari sono la “Cappella Sistina musicale” di John Williams per la storia fantascientifica creata da George Lucas. E quest’ultimo ci tenne a dire, in un’intervista rilasciata “tanto tempo fa in una galassia lontana lontana” (passateci la battuta citazionista), che “non ci sarebbe Star Wars senza le musiche di John Williams”. Sacrosanta verità.

“Star Wars: The Last Jedi” – Rose (Kelly Marie Tran) e Finn (John Boyega)
Ph: David James
©2017 Lucasfilm Ltd. All Rights Reserved.

Il 4 maggio la Walt Disney Records ha pubblicato le prime sei colonne sonore della saga spaziale, interamente rimasterizzate, con una nuova veste grafica e un mini-poster da collezione. Le “Original Soundtracks” sono state “ricostruite” con nuovi transfer ad alta risoluzione (24 bit/192 kHz), supervisionate da Shawn Murphy (ingegnere del suono e premio Oscar) e dalla Skywalker Sound (Lucas Digital).

Le score dei prequel – Episodio 1: La Minaccia Fantasma (1999), Episodio 2: L’Attacco dei Cloni (2002) ed Episodio 3: La Vendetta dei Sith (2005) – e dei più importanti film partoriti dalla mente di Lucas – Episodio 4: Una Nuova Speranza (1977), Episodio 5: L’Impero Colpisce Ancora (1980) ed Episodio 6: Il Ritorno dello Jedi (1983) – rappresentano l’opera omnia cine-musicale di John Williams.

Saga cinematografica che va a completarsi con la nuova trilogia, iniziata nel 2015 con Episodio 7: Il Risveglio della Forza e proseguita con Episodio 8: Gli Ultimi Jedi nel 2017, che terminerà con Episodio 9, ancora senza titolo, il prossimo anno (prima data di uscita prevista, il 20 dicembre 2019 negli Stati Uniti). Williams ha già affermato che non si dedicherà più all’ennesima nuova trilogia che verrà messa in cantiere dal 2020, dopo quella ufficiale dei nove succitati capitoli, perché, oltre alla veneranda età (86 anni), ciò che desiderava comporre per Star Wars lo ha già fatto. Più volte ci ha tenuto a sottolineare che ama tantissimo la sua creatura compositiva per la saga di Lucas e soprattutto – scherzosamente ma con una punta di gelosia – nessun altro poteva scrivere il tema di Rey (Daisy Ridley), personaggio femminile della nuova trilogia, per la quale prova un’ammirazione considerevole. Quindi alle attuali generazioni di colleghi compositori spetta l’onere di creare un nuovo imprinting sonoro, logicamente partendo sempre dall’imprescindibile materiale williamsiano d’origine. Chicca delle chicche: Williams ha da poco scritto il nuovo tema di Han Solo per lo spin-off del ciclo A Star Wars Story, dopo Rogue One con score di Michael Giacchino, Solo per l’appunto, diretto dall’amico Ron Howard, con le musiche originali di John Powell.

Adesso diamo un po’ i numeri: John Towner Williams si è aggiudicato ben 5 premi Oscar (Il violinista sul tetto, Lo squalo, Guerre Stellari, E.T. e Schindler’s List), 4 Golden Globe, 7 British Academy Film Awards, 5 Emmy e 23 Grammy Awards, più una moltitudine di altri riconoscimenti. Con 51 nomination all’Oscar, il compositore newyorkese (Floral Park, 8 febbraio 1932) è la persona vivente più candidata nella storia degli Academy Awards e la seconda più nominata, soltanto dopo Walt Disney. Nel 2005, l’American Film Institute ha asserito che la musica del primo episodio di Star Wars (1977) è “la più grande colonna sonora americana di tutti i tempi”. Infatti gli spartiti contenenti la composizione integrale di Episodio 4: Una Nuova Speranza sono conservati dalla Library of Congress nel National Recording Registry, perché ritenuti “culturalmente, storicamente o esteticamente significativi”. Williams è stato incluso nella Hall of Fame dell’Hollywood Bowl nel 2000, ha ricevuto il Kennedy Center Honors nel 2004, la National Medal of Arts nel 2009 e l’AFI Life Achievement Award nel 2016. Ha scritto le score per 8 dei 20 film di maggior incasso al box office americano. È il padre di partiture sbalorditive e memorabili, smisuratamente iconiche, quali quelle già citate per Lo squalo, E.T. l’extraterrestere, oltre che la saga di Indiana Jones, Superman, Incontri ravvicinati del terzo tipo, i primi tre film di un’altra saga di enorme successo, (quella di Harry Potter), Jurassic Park e il seguito Il mondo perduto. Il suo sodalizio con il grande regista statunitense Steven Spielberg (29 film insieme più varie produzioni televisive) è uno dei più rilevanti nella storia del cinema, al pari di quelli di Alfred Hitchcock e Bernard Herrmann, Federico Fellini e Nino Rota, Robert Zemeckis ed Alan Silvestri, Sergio Leone ed Ennio Morricone, Hayao Miyazaki e Joe Hisaishi. Non dimentichiamoci che ha collaborato e scritto score altrettanto notevoli nella Settima Arte per registi quali Alfred Hitchcock (Complotto di famiglia), Robert Altman (Images, Il lungo addio), Clint Eastwood (Assassinio sull’Eiger), Oliver Stone (Nato il 4 luglio, JFK – Un caso ancora aperto), Ron Howard (Cuori ribelli), Brian De Palma (Fury), Sydney Pollack (Sabrina) e Chris Columbus (Mamma ho perso l’aereo, Nemiche amiche).



Il suo stile compositivo che viaggia tra epicità e intimismo, ispirandosi alle tessiture sinfoniche di autori come C’aikovskij, Wagner, Holst, Prokofiev, Rimsky-Korsakov e Strauss, è dotato di un’architettura intricata e a tratti irraggiungibile, notoriamente difficile da eseguire in concerto e durante le sue session se non da musicisti virtuosi e compagini orchestrali di elevato livello artistico (vedi la famosa London Symphony Orchestra o la Boston Pops).

Per gli otto film di Star Wars, Williams in oltre 40 anni di carriera ha composto e diretto una miriade di temi, idee e incisi – ricordiamo che le OST della prima storica trilogia e le prime due dell’attuale sono state candidate al premio Oscar, invece totalmente ignorate quelle dei prequel – creando un’intelaiatura musicale ramificata e solida. Con le sue partiture diviene a tutti gli effetti il co-autore dell’universo cinematico fantascientifico di George Lucas e di tutte le sue correlazioni derivanti (videogiochi, serie TV animate e video fan service). Nessuno dei compositori che si è dovuto cimentare con la galassia lucasiana in tutte le sue forme ha potuto disgiungersi dalla sua poetica cine-musicale. Perché Williams è Star Wars e Star Wars è Williams.

Citando ancora una volta Pugliese e il suo dossier Star Wars: Il Mito (e la Musica) continua!, non possiamo che concordare con quanto da lui asserito: “Non si può non andare con la mente all’inevitabile parallelismo con l’impresa wagneriana dell’Anello del Nibelungo, sia per il ruolo dei Leitmotiv sia per le assonanze narrative, ma soprattutto per l’impressionante analogia tra la non-linearità cronologica delle due saghe: realizzate in un arco creativo di tempo lunghissimo e senza seguire l’ordine cronologico degli eventi”.

Leitmotiv che sono entrati a pieno merito nell’immaginario collettivo, anche dei neofiti della saga di Star Wars: l’araldico tema di Luke o fanfara della ribellione; l’amorevole motivo di Leia; l’evocativo tema della Forza; la militaresca e oscura Marcia imperiale (ben più nota come tema di Darth Vader); il Love Theme commovente ed energico al contempo di Padme e Anakin dal titolo Across the Stars. E via elencando.

“Nel ‘900 il cinema ha assunto lo stesso grado di popolarità che nell’800 aveva il melodramma e noi, compositori di musica per film, abbiamo un’enorme opportunità e responsabilità, sapendo che la nostra musica raggiungerà milioni di persone”. Questa la considerazione che fece oltre trent’anni fa John Williams riguardo al proprio lavoro. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che la sua musica per Guerre Stellari ha raggiunto pienamente tale traguardo. D’altronde la colonna sonora del primo Star Wars è l’unico album di musica sinfonica che ancora oggi ha venduto più di 4 milioni di copie. Che Williams sia con voi!