Trentacinque anni fa i sintetizzatori di Vangelis saturavano il cielo plumbeo di una distopica Los Angeles e scrivevano una pagina fondamentale della storia del cinema. La colonna sonora di Blade Runner ha contribuito a rendere il film originale di Ridley Scott un capolavoro e al tempo stesso ha definito il suono di ogni opera fantascientifica immaginata da allora.

Oggi l’eredità del compositore greco è raccolta dal tedesco Hans Zimmer (premio Oscar per Il re leone) e dal britannico Benjamin Wallfish, nuova leva hollywoodiana (It e Annabelle – Creation): è a questo inedito duo che il regista Denis Villeneuve si è affidato per la colonna sonora di Blade Runner 2049, secondo capitolo della saga dei cacciatori di replicanti in sala da ottobre. I due hanno completato il lavoro iniziato dall’islandese Jóhann Jóhannsson, storico collaboratore di Villeneuve (Prisoners, Arrival).

Hans Zimmer

La nuova colonna sonora, pubblicata in digitale da lcon Sleeping Giant (ASG) Records e da Epic Records, non poteva che riallacciarsi al lavoro originale di Vangelis: ecco dunque la preponderanza dei synth come la Yamaha CS80, giudicata la “vera star” musicale del film.

Per Zimmer, che aveva in precedenza lavorato con Ridley Scott (sue le musiche de Il gladiatore), ora produttore del sequel, si è trattato di dare voce allo stile riconoscibile di un autore come Villeneuve. «Abbiamo scelto – ha spiegato – di non dare alla colonna sonora un’impostazione orchestrale».

Wallfish ha comunicato che lo sforzo maggiore è stato quello di coniugare passato e presente e mantenere un collegamento diretto con l’opera di Vangelis cercando di regalare freschezza e originalità al nuovo suono.
Ma cosa pensa di tutto questo Vangelis? Evangelos Odysseas Papathanassiou, ex Aphrodite’s Child, artista new age, autore di motivi celebri come il tema di Momenti di gloria – poche note che sono diventate sinonimo di impresa sportiva – oggi vive lontano dai riflettori. In una recente intervista ha implicitamente spiegato il motivo per cui non è tornato a lavorare su Blade Runner: «Certe cose non si possono ripetere. Accadono una sola volta nella vita. Sarebbe come replicare il suono di Momenti di gloria – assolutamente impossibile».

 

di Michelangelo Iuliano