Le cinque canzoni del decennio. La scelta di Ed Lay degli Editors

Stanno per concludersi gli anni ’10. Ed Lay, batterista degli Editors, ci racconta quali sono le sue cinque canzoni top di questi dieci anni
Le 5 canzoni del decennio per Ed Lay degli Editors
Nadav Kander

Abbiamo chiesto ad alcuni dei protagonisti della musica italiana e internazionale quali sono i loro brani preferiti del decennio che sta per concludersi.

È la volta di Ed Lay, batterista degli Editors. Una carriera oramai lunga tre lustri e piena di successi. Una delle band di riferimento del panorama rock che ha fatto uscire da non molto tempo Black Gold, la raccolta dei loro più grandi successi.

Nei primi mesi del 2020, gli Editors partiranno per un tour di 27 date che li porterà in giro per il Regno Unito e l’Europa, Italia – per fortuna – compresa: il 10 febbraio all’Atlantico di Roma e ben due date (l’11 e il12) all’Alcatraz di Milano.

Questi i brani scelti da Ed Lay.

Lana Del Rey – Ultraviolence (2014)

Ho attraversato uno strano periodo nel 2014 e non sono riuscivo a togliermi questa canzone dal mio iPod. Ho continuato a risuonarla, e nient’altro ha soddisfatto il mio umore tanto quanto questa canzone. Penso che quel vibe un po’ triste, in stile colonna sonora per la serie 007, fosse davvero adatto alla sua voce, comunque tutto l’omonimo album possiede un suono lussureggiante.



Lorde – Green Light (2017)

La prima volta che l’ho sentita ero in auto con tutta la band, stavamo andando in studio per scrivere il nostro sesto album, Violence. Eravamo tutti presi da quanto fosse vibrante il pezzo e mi sembra una canzone pop completa, in grado di abbracciare tanti gusti musicali diversi. Non ho incontrato nessuno a cui non piaccia. E lei è anche dannatamente cool.



The Maccabees – Pelican (2012)

Assieme a mia moglie siamo andati a vederli al Coventry Colosseum giusto prima di trasferirci in campagna da Birmingham, era l’estate del 2011. Avevano suonato nell’occasione un paio di canzoni nuove di zecca, tra cui questa, Pelican. Ho adorato immediatamente il sound giocoso, e il testo rispecchiava in quel preciso istante quel passaggio di cambiamento della mia vita!



Anohni – 4 Degrees (2015)

È una combinazione tra un potente ritmo di batteria, un synth brutale e la voce di Anohni (precedentemente nota come Antony Hegarty o Antony, ndr) che mi ha lasciato senza fiato la prima volta he l’ho ascoltata. Peraltro questa è una canzone sul cambiamento climatico, che francamente è il più grande problema di questa decade.



Bon Iver 8 – (circle) (2016)

Ci sono poche canzoni che mi provocano un vero e proprio risveglio e tra queste poche elette ci metterei Switching off degli Elbow e questa, tratta dal bellissimo album 22, A Million. Penso che sia il movimento armonico a colpire qualcosa dentro di me, non mi stancherò mai di ascoltarla.



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