“B3N: Respira”: «Affrontando i miei demoni posso ispirare gli altri»

Malattia, rinascita, forza di volontà. Tutto questo è raccontato nel documentario sul cantante diretto da Gianluigi Carella e disponibile da venerdì 12 novembre su Amazon Prime Video
B3N
B3N, foto ufficio stampa

In questi ultimi anni ci siamo resi conto di quanto sia difficile, dopo aver vissuto una vita frenetica, premere il piede sul freno. La pandemia ci ha insegnato a fermarci e a guardarci dentro, forse anche ad avere un pizzico di rispetto in più per noi stessi. Alcuni hanno messo da parte le cattive abitudini, altri sono riusciti a rimettere insieme i pezzi di una vita forse non semplicissima, a tratti decisamente complicata. B3N tutto questo l’ha imparato anche prima di questi due anni difficili per tutti noi. E lo racconta nel documentario Ben: Respira, realizzato dal regista Gianluigi Carella.

B3N, al secolo Benjamin Mascolo, metà fino a qualche tempo fa del duo Benji & Fede, ha vissuto una vita a mille all’ora e ha dovuto fare i conti con una malattia rara, l’istiocitosi X, che l’ha colpito da ragazzino, compromettendo la sua capacità polmonare, fino a portarlo in terapia intensiva.

Il racconto del documentario, disponibile da oggi su Amazon Prime Video

Il cantante, messo a dura prova dalla malattia, ha deciso di cominciare a prendersi cura del suo corpo. Un aspetto raccontato nel documentario, disponibile da venerdì 12 novembre, su Amazon Prime Video. Inoltre, B3N affronta una sfida molto importante per se stesso, raccontata perfettamente nel documentario: correre la maratona di New York. L’artista ce l’ha fatta e ha corso, da solo (la maratona è stata rimandata causa Covid, ndr) i 42,195 km del percorso, partendo da Brooklyn per arrivare a Central Park.

«Dopo sei anni di questa malattia, che mi ha cambiato e mi ha fatto sentire anche più debole e fragile mentalmente, era arrivato il momento di affrontare quello che mi stava accadendo e vedere se riuscivo a superare tutto e tornare finalmente il Benjamin in grado di fare tutto ciò che vuole». A raccontarlo è proprio B3N, durante la conferenza stampa di presentazione del documentario alla stampa.

B3N e la ricerca dell’equilibrio: «Bella è caos e pazzia, ma come artista mi fa bene e mi aiuta a mantenermi aperto verso il mondo»

L’idea è nata dalla stesso cantante per poter anche dare un messaggio a chi lo segue. B3N, però, non ha la pretesa di dare l’esempio a nessuno: «Se qualcuno vede quello che ho fatto, scoprendo la mia storia potrebbe sentirsi ispirato a fare altrettanto per se stesso. Tutti combattiamo la nostra battaglia, fisica o mentale, e vorrei far vedere che se io sono in grado di affrontare i miei demoni posso ispirare qualcun altro a farlo».

In Ben: Respira vediamo non solo il cantante affrontare le sue paure e superare i suoi limiti. Infatti, nel documentario scopriamo la vita di B3N a 360°, dal rapporto con la sua fidanzata Bella Thorne a quello con la sua band, fino a quello fraterno con Federico Rossi, compagno sul palco e amico nella vita. Non mancano, inoltre, i contrasti, soprattutto tra lui e Bella, due persone completamente opposte. «La ricerca dell’equilibrio per me è un processo infinito, è un lavoro costante. Delle volte si sbatte anche la testa e ci si fa del male. Ma tutto questo ti aiuta a capire cosa ti rende felice e cosa potrebbe rendere felici gli altri» ha raccontato il cantante. «Io e Bella siamo molto diversi, ma ci rispettiamo profondamente. Io le porto un po’ di ordine e stabilità, mentre lei un po’ di caos e pazzia. Come artista mi fa bene, perché mi aiuta a rimanere aperto verso il mondo».

Dalla privacy alle paure, B3N: «La mia più grande paura è quella di non essere all’altezza dell’uomo che vorrei e che potrei essere»

Il documentario porta all’attenzione anche un altro aspetto che riguarda B3N, ma anche tutti gli altri artisti: la privacy. «Io e Fede siamo cresciuti anche sui social. Ho sempre condiviso tutto, perché per me è un modo per avvicinarmi a chi mi segue. Ma più cresco più mi rendo conto che devo tenere delle cose private. Abbiamo moltissimi occhi addosso e credo che certi momenti vadano protetti, perché la fuori non tutti capiscono e tifano per te».

Il finale del documentario è sicuramente tra i momenti più toccanti e importanti. B3N parla di “non avere un piano B“. L’artista non vuole darsi un'”alternativa al fallimento” e non ne ha paura, perché le paure sono altre: «Sono costantemente impaurito. La mia più grande paura è quella di non essere amato, ma anche non essere all’altezza dell’uomo che vorrei e che posso essere. Questa cosa mi distrugge i pensieri. Però devo affrontare le mie paure, perché hanno il potere di immobilizzarmi, ma non mi devono mai fermare». Anche la corsa lo ha aiutato nel processo per capire questo aspetto della sua vita: «Ci sono giorni in cui potrei trovare mille scuse per non correre. Ma comunque l’unica scelta che puoi fare è non mollare».

Infine, dal punto di vista tecnico, da cui emerge molto non solo la storia di B3N, ma anche la sua personalità, l’artista ha raccontato: «Il film è di Gianluigi. Io ho prestato il mio corpo, la mia storia e i miei principi, ma le scelte stilistiche sono sue. Per me ha fatto delle scelte bellissime e che mi hanno reso orgoglioso. Non avrei mai potuto volere un documentario diverso e gli sono molto riconoscente per aver ritratto la mia vita in modo dinamico e moderno».

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