Stephan Bodzin, fuori il nuovo album “Boavista”

Ecco il nuovo ambizioso progetto dell’artista tedesco, dopo ben sei anni di assenza dalle scene con un album ufficiale
Stephan Bodzin. Foto ufficio stampa
Stephan Bodzin. Foto ufficio stampa

Stephan Bodzin, uno degli artisti techno più innovativi al mondo, ha finalmente lanciato (in orbita) il suo nuovo album Boavista. Pubblicato lo scorso 8 ottobre per Herzblut Recordings, erano ben sei anni che l’artista tedesco mancava dalle scene con una pubblicazione ufficiale. Il singolo omonimo, Boavista (Synhtapella), ha anticipato le 17 tracce del nuovo progetto il 20 agosto scorso, e aveva già lasciato intendere cosa aspettarsi da questa raccolta inedita.

Intanto, è un viaggio a ritroso che scava dentro gli archivi musicali di Stephan, fra mille produzioni iniziate e mai terminate. Durante un soggiorno in Brasile, 25 delle sue preferite sono state ultimate e fra queste 17 sono andate a comporre il nuovo progetto Boavista. Lo scopo è quello di raccontare storie, dipingendo immagini musicali che evocano emozioni reali nell’ascoltatore. E possiamo dirlo: ci è riuscito.

Chiaramente, ascoltare i suoi brani dal vivo – come i singoli di successo del passato Liebe Ist e Powers of Ten – è tutta un’altra cosa. Ma a Stephan Bodzin questo non importa: per lui, ogni brano deve essere onesto, fisico, diretto e soprattutto fedele al suo suono. Difatti, la mancanza di concerti non ha avuto alcun impatto sulla musica dell’artista, nonostante i suoi live siano fra i più popolari nell’ambiente techno.

Boavista, nello spazio di Stephan Bodzin

Il viaggio dell’album inizia con Earth, una prova che rende omaggio agli elementi della vita: acqua, fuoco, vento, ma anche tempo luce e rotazione del pianeta. Il punto di partenza della missione che prosegue con LLL, una ninna nanna elettronica che ci porta la sensazione di amore, per le persone e per la vita di Stephan Bodzin. In Astronautin’ c’è un synth che proviene da una dichiarazione della figlia dell’artista, che ha confidato al padre di voler fare l’astronauta da grande. E il viaggio fra le stelle è ufficialmente partito, con la title track che illumina di speranza un cielo notturno.

Non finisce qui: c’è anche Infinite Monkey, una vera e propria jam su un brano che si costruisce da solo, probabilmente su pianeti alien. È interrotto dai pad di Dune e dalle esplorazioni stellari con una tappa sulla malinconica Cooper Station. Nothing Like You è stato scritto in una stanza d’albergo, prima dell’ultimo concerto pre-lockdown di Stephan Bodzin. Isaac è ancora un altro viaggio nello spazio-tempo, fra mondi e realtà alternative.

Ci sono, poi, ipnotizzanti melodie morbide in Collider, synth espansivi in Trancoso, una delicata bellezza in Ataraxia (in riferimento al compositore tedesco Klaus Doldinger che ha avuto un’enorme influenza sulla comprensione di Stephan di melodie e armoniche). Breathe, con Luna Semara, forma un trittico con Nothing Like You e Rose, un pezzo per pianoforte straziante. Insomma: un altro gioiello di musica elettronica che vi lascerà a bocca aperta, come le meraviglie che vedrete a bordo della navicella di Bodzin.

Ascolta Boavista

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