La proposta di Silb Fipe per i club Covid Free: «Eventi-test anche in Italia»

Diversi paesi stanno testando la sicurezza di concerti e dj set. Presto potrebbero tenersi due appuntamenti a prova di Covid anche da noi
concerto
Foto Unsplash, ActionVance

Si è molto parlato negli ultimi mesi della possibilità di testare la sicurezza di eventi serali al chiuso come dj set e concerti, mettendo le possibili dinamiche di contagio sotto la lente d’ingrandimento. Come è noto, le iniziative Covid Free sono già realtà all’estero. Da Barcellona a Liverpool, la ricerca scientifica è riuscita a far combaciare le necessità dei lavoratori dello spettacolo con lo studio della pandemia.

Giusto ieri vi riportavamo l’esperienza vissuta in prima persona da Fatboy Slim, headliner all’evento-test The First Dance. Un dj set in sicurezza per 3000 persone, raccontato dal disc jockey per NME con toni entusiastici. E l’Italia? Dopo settimane di sconforto passate a guardare da lontano simili appuntamenti, qualcosa potrebbe finalmente cominciare a muoversi. Questo almeno è quello che si augura Silb Fipe, associazione imprese di intrattenimento da Ballo e di Spettacolo, che ha messo a punto un protocollo sanitario per tenere il Coronavirus fuori dai locali e dalle sale.

La strategia di Silb Fipe contro il Covid

Come riportato da ANSA, il presidente Maurizio Pasca auspica che si possano realizzare test simili a quelli tenuti «in Spagna, Olanda e Inghilterra: qui, dopo eventi con migliaia di persone, non ci sono stati casi di contagio». La strada indicata da Silb è chiara. Accesso ai soli vaccinati o a chi è sottoposto ad un tampone negativo nelle precedenti 48 ore. Obbligo di mascherina, ma non di distanziamento sociale. Previste anche la sanificazione dei locali, l’utilizzo di materiali mono uso, e la tracciabilità attraverso l’acquisto dei biglietti online.

Al momento Silb Fipe sta lavorando a due appuntamenti. Uno al chiuso, nel Nord Italia, e uno all’aperto in Puglia. Come sottolineato dallo stesso Pasca, il protocollo di sicurezza è stato «sottoscritto da virologi come Lopalco e Bassetti», e sarà sottoposto «all’attenzione del Cts». Il fine è «ottenere discoteche ‘Covid-free’ affinché i 2.800 locali al chiuso che non lavorano dallo scorso 23 febbraio perché ingiustamente additati come untori, possano aprire almeno in autunno. […] Del resto non ci si può sposare, non si può prendere un caffè al bar, e poi dobbiamo assistere a spettacoli come quello di ieri, con 30mila persone accalcate in piazza Duomo per festeggiare l’Inter».

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