Joseph Capriati e Dave Clarke insieme per “Metamorfosi Remixes vol.4”

I ricavati del progetto saranno devoluti dai due DJ e produttori alla Fondazione Cannavaro Ferrara, che dal 2005 opera per offrire opportunità di riscatto sociale ai giovani e supporto alle famiglie in difficoltà
Joseph Capriati
Joseph Capriati, foto di Pablo Bustos

Il DJ e producer partenopeo Joseph Capriati, in collaborazione con la Fondazione Cannavaro Ferrara, ha lanciato un progetto discografico e di charity.

Il progetto, intitolato Metamorfosi Remixes vol.4, chiude la serie di 4 uscite in cui le tracce dell’album Metamorfosi di Joseph Capriati, uscito lo scorso anno per Redimension, la sua label, vengono mixati da alcuni tra i DJ e producer più importanti della scena elettronica mondiale. Tra questi: Carl Cox, Mathew Jonson e Gaetano Parisio.

Il quarto volume, come detto, è collegato ad un’importante iniziativa benefica, voluta da Joseph Capriati e da Dave Clarke, autore del remix di Love Changed Me, presente in #JeStoVicinoATe. Inoltre, i due DJ hanno deciso di devolvere il ricavato delle vendite alla Fondazione Cannavaro Ferrara. Questa, nata nel 2005, opera per offrire opportunità di riscatto sociale ai giovani della Campania e in generale alle famiglie in difficoltà attraverso progetti benefici.

Il brano, che è gia disponibile in streaming da oggi, venerdì 16 luglio, dal 23 luglio sarà disponibile in esclusiva su Beatport, mentre da agosto si troverà in tutti i digital store.

«È molto difficile esprimere quello che provo quando parlo di Dave Clarke. In poche, semplici, parole, lui è stato uno dei primissimi artisti Techno che io abbia mai sentito e che mi ha ispirato e mi ispirerà sempre» ha detto Joseph Capriati.

E ha aggiunto: «Vedere Dave Clarke realizzare un remix house del mio brano significa molto per me. È un modo per mandare un messaggio a tutta la scena. Un messaggio di libertà musicale ed un messaggio alle persone che sono frenate all’idea di tentare nuove vie, provare nuovi stili. Il messaggio è “Mai avere paura a fare ed esprimere la propria arte. Sempre seguire il cuore e quello che davvero si sente…”».

Inoltre, Joseph Capriati ha voluto anche sottolineare un aspetto che lo ha da subito colpito di Dave Clarke: la sua generosità. «Davvero aiuta e incoraggia la nostra scena in prima persona ad essere più trasparente e vera. Ed è venuta proprio da lui l’idea di donare quello che sarebbe stato il ricavato del suo remix in beneficienza».

In occasione dell’uscita di Metamorfosi Remixes vol.4 abbiamo rivolto alcune domande a Dave Clarke.

Joseph dice che una delle tue qualità è la generosità, qual è per te la caratteristica più bella di Capriati? Dicci di più su questa iniziativa di beneficenza.

Joseph è come un libro emotivamente molto aperto, sempre aperto a farmi domande sulla tecnologia e sulle tecniche in studio con una purezza unica. Non ci sono giochi ed è sempre divertente stare con lui.

Dave, come è nata la tua passione per la fotografia, sono lavori bellissimi! Come è nato tutto questo?

Penso di aver preso molto da mio padre, che aveva una grande passione per la fotografia. Da giovane purtroppo provavo a farlo ma non potevo permettermelo e ho dovuto prendere la triste decisione di vendere la mia macchina fotografica per pagare l’affitto e dedicarmi completamente alla musica. Non potevo proprio, a livello finanziario, concentrarmi su entrambi. Ora, però, sento che tutto ha un senso e la tecnologia che sta dietro ad una fotocamera e simile a quella che ritrovo in studio.

Dave Clarke
Dave Clarke, foto di Gered Mankovitz

Utilizzi sempre il bianco e nero e fotografi spesso Amsterdam, perché?

Adoro la fotografia in bianco e nero, concentra l’occhio su tutto ciò che è importante. Ci sono così tante sfumature ma allo stesso tempo calma la mia mente quando penso troppo. È purezza e mood.

Puoi descrivere come hai lavorato a Love Changed me? Quale particolare dettaglio della traccia volevi evidenziare?

Volevo prendere ciò che si è perso nella scena house (ovviamente da un punto di vista esterno) e riportarlo all’essenziale. Ci ho messo il soul della fine degli anni ’80 in cui sono cresciuto musicalmente. Joseph aveva già un brano incredibile, da tutti i punti di vista. Volevo solo celebrare la House Music.

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