Joseph Capriati & Friends, il racconto di “un sogno che si avvera”

Quasi 12 ore di musica techno nel tempio del calcio partenopeo. Un grande evento, tra musica e beneficenza
Joseph Capriati
Joseph Capriati, foto ufficio stampa

Inaugurato nel 1959, lo Stadio Diego Armando Maradona (ex Stadio San Paolo e ancor prima Stadio del sole) è il tempio per eccellenza del calcio partenopeo. Un luogo storico, che ha visto giocare negli anni i più grandi calciatori della storia, da Pibe de oro al Pocho Lavezzi, vere istituzioni per tutti i napoletani, quasi al pari di figure beatificate. Ritrovarsi qui per Joseph Capriati & Friends, il grande evento benefico organizzato in collaborazione con Unicef dal DJ napoletano, è fare un pezzetto di storia.


Perché lo Stadio intitolato al grande campione, scomparso nel novembre 2020, negli anni ha ospitato qualche concerto e altre manifestazioni sportive, ma mai un evento dedicato alla musica techno.


Con diversi panel, tra cui uno dedicato a musica e comunicazione a cui abbiamo partecipato anche noi di Billboard Italia, media partner dell’evento organizzato da Joseph Capriati, e quasi 12 ore di DJ set e live show, la giornata è stata lunga e calda.

Provo a raccontare l’evento da due punti di vista. Il primo, quello da giornalista alle prese con la sua prima “12 ore” di musica techno, e quello da spettatrice che si confronde tra il pubblico. Perché come mi ha fatto giustamente notare Albi Scotti, conduttore della giornata e volto di DJ Mag: «Questi eventi vanno vissuti anche sottopalco, mescolandosi alla gente». E non potrebbe essere più vero di così.

Il popolo della techno sottopalco e il Dj set di GNMR

Perché il “popolo della techno” è diverso da quello che ho incontrato ai concerti fino ad ora. In prevalenza sono giovani, dai 25 anni in su, con le loro tute in acetato, gli occhiali da sole spesso bizzarri e i top cortissimi. Ci sono però, in mezzo a loro, anche degli over 50, che si mimetizzano benissimo. Segno che la musica techno riesce ad unire tutti. La voglia di ballare è irrefrenabile a qualunque età e mi vien da dire “beati loro!”.

Il primo a confrontarsi con il pubblico di Joseph Capriati & Friends, che riempirà davvero lo stadio in orario aperitivo, è GNMR, vero nome Gianmaria Coccoluto. Sì, proprio il figlio di Claudio Coccoluto, storico DJ italiano scomparso il 2 marzo 2021.

GNMR
GNMR, foto ufficio stampa

«Ringrazio davvero Joseph per avermi dato la possibilità di mettermi alla prova su un palco così grande, in una location così esclusiva» racconta alla fine di due ore di DJ set. «È un evento più unico che raro, specialmente in Italia. Il fatto che riesca ad abbinare musica e beneficenza è la cosa più importante, è un onore essere qui, suono con tante motivazioni, per chi c’è a questo party e per chi non è qui con noi».

A non essere tra di noi in questa giornata di musica e beneficenza organizzata da Joseph Capriati è anche suo padre, che sarebbe decisamente fiero di questo giovane DJ che ha infiammato lo stadio Maradona, dando il via a questa caldissima giornata. «Ho una bella responsabilità, lo faccio con onore e rispetto della musica e del nome che porto».

Clementino, il b2b di Cassy e Silvie Loto e l’iconico DJ Ralf: la grande festa di Joseph Capriati & Friends

Ad alzare ancora di più la temperatura ci pensa poi Clementino. Campano DOC, è sicuramente tra gli artisti che più rappresenta la scena rap partenopea e, con il suo live di circa un’ora, dimostra ancora una volta la sua attitudine indiscussa a stare sul palco, qualunque esso sia.

Sì continua poi con il B2B di Cassy e Silvie Loto, la quota femminile di Joseph Capriati & Friends, per la prima volta in back to back. C’è anche uno dei re indiscussi del clubbing: DJ Ralf. Qui mi mischio in mezzo alla folla. C’è chi balla come se fosse in trance, chi vuole a tutti i costi documentare il momento. C’è anche chi, e vi farà strano, non balla. Steso sui pochi sprazzi di prato concessi, c’è il “popolo della techno” che aspetta il calare della notte per scatenarsi davvero. Conservano le energie, e fanno bene, perché la giornata è ancora lunga.

DJ Ralf
DJ Ralf, foto ufficio stampa

Quasi 12 ore di musica techno nel tempio del calcio napoletano

Sul palco si susseguono gli Agents of Time (live), e un incontro d’eccezione tra quattro nomi importantissimi della musica techno: Markantonio, Roberto Capuano, Gaetano Parisio e Luigi Madonna. La luce comincia a calare, il caldo si fa meno intenso e lascia spazio ad una leggera brezza che rinfresca i tantissimi accorsi all’evento organizzato da Joseph Capriati. Verrebbe quasi da dire “meno male”, visto che all’interno dell’area riservata al pubblico una birra costa 10 euro e una bottiglietta d’acqua 5 euro, non esattamente a buon mercato. Ma il popolo della techno non si lascia scoraggiare dai prezzi esorbitanti e dalle code per i bagni chimici. Lo show deve continuare e non può andare avanti senza i suoi “ballerini d’eccezione”.

Ed è così che la notte si impossessa dello Stadio Maradona. In consolle arriva Dubfire e tutti lasciano la loro confort zone sull’erba. Sono quasi le 22 ed è arrivato il momento di ballare come se non ci fosse un domani. Un segno dell’importante “ritorno alla normalità” che la musica, qualunque essa sia, sta vivendo. Non siamo più attori passivi, seduti con le mascherine e distanziati, ma parte attiva di un grande motore che riparte e non ha alcuna intenzione di arrestarsi.

Il sogno di Joseph Capriati

Dopo la premiazione, con targa commemorativa, di El Pocho Lavezzi, tra i più grandi giocatori del Napoli, tornato in Italia dopo dieci anni, arriva il momento che tutti stanno aspettando: il set di Joseph Capriati. Tra un pezzo e l’altro l’organizzatore dell’evento ci tiene a sottolineare ancora una volta quanto essere allo Stadio Maradona sia “un sogno che si avvera”.

Il grande sogno di un ragazzino che a 13 anni metteva in dischi in camera si è finalmente realizzato, unendo il divertimento e la voglia di ripartenza ad una causa benefica e importante. Eccolo lì, il grande potere della musica, capace di muovere mari e monti sotto diversi aspetti.

Io mi godo lo show di Joseph Capriati in mezzo alla gente e, quando mi siedo, la ragazza accanto a me dorme. E mi ricorda che sì, al mondo ci sarà sempre chi riesce ad addormentarsi con la musica a palla, che si sente anche fuori dallo stadio e rimbomba in parte della città. Ma tornare ai concerti e ai grandi eventi come questo significa anche tornare a viverli come meglio si riesce, senza imposizioni e “senza” regole. E sono sicura che, prima di addormentarsi, sì sarà unita al popolo della techno per celebrare un evento unico e che non vogliamo assolutamente definire irripetibile. Lunga vita alla notte, alla musica techno e a tutti coloro che, dietro, davanti e sopra al palco, continuano a portare show di qualità, senza paura.


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