10 anni di Tanta Roba, la label che ha scoperto talenti da Salmo a Madman e Gemitaiz

Oggi Harsh, che la fondò con Guè nel 2011, ha presentato un bilancio insieme a Jacopo Pesce di Island. Oltre ai nuovi progetti di Madman e Gemitaiz e Priestess
Tanta roba nuovo logo
Il nuovo logo di Tanta Roba

Nel 2011 e 2012 si scoprivano gli artisti su YouTube o ai concerti con appuntamenti come Push It Real al Leoncavallo. Proprio in quegli anni in Italia nasceva una realtà ibrida come Tanta Roba che avrebbe fatto sicuramente scuola. Etichetta, management, merchandise. L’idea di creare degli instore per vendere i cd e il merchandise per accompagnarli. Adesso pare tutto normale (anzi, di instore non si parla quasi più) con altre realtà simili come Thaurus o Machete, ma dieci anni fa non era assolutamente così scontato.


Oggi Harsh, che la fondò insieme a Gué, ha voluto celebrarla con un incontro-conferenza stampa insieme a Jacopo Pesce, A&R director di Island (che distribuisce Tanta Roba dal 2018). Innanzitutto hanno presentato un nuovo logo come biglietto da visita: non solo una piramide classica ma tridimensionale a indicare i vari livelli coordinati della realtà.


Tanta Roba, dai primi passi di Salmo a Ghali con i Troupe d’Elite

I successi, le scoperte, i mixtape (la serie Fastlife su tutti): faceva tutto parte di un clima elettrizzante che ha piantato un seme, anche se poi il frutto è maturato da un’altra parte. Come Salmo, che ha mosso i primi passi con Tanta Roba e ha pubblicato Death USB proprio nel 2012 (il vinile verrà ristampato quest’anno).

Del rapper sardo viene ricordato il video girato a New York, quartiere Bushwick, dal regista Fabrizio Conte. Un lavoro decisamente street, girato senza tutti i permessi in regola, che racchiudeva bene in fondo lo spirito di Tanta Roba: la ricerca del rap e dello spirito alternativo, sempre. Dal 2014 Salmo ha lasciato l’etichetta e ha firmato con Sony Music.

E poi Ghali che era presente nel roaster con i Troupe d’Elite. «Forse però non erano i tempi giusti per il pubblico», ha spiegato Daniele-Harsh.

«In seguito sono arrivati moltissimi rapper, rappresentanti degli immigrati di seconda generazione, ma in quel periodo non c’era la giusta attenzione. A noi sarebbe piaciuto proporre un modello come Sexion d’Assaut, il gruppo di Maitre Gims ma l’Italia era indietro». E poi Ensi e Fedez, che però non viene mai nominato durante tutta la conferenza stampa.

Progetti futuri

Ci sono però i cavalli di battaglia che non hanno mai abbandonato Tanta Roba come Gemitaiz e Madman. Nel 2014, Kepler dei due rapper conquistò il disco d’oro in due mesi e il risultato fu notevole per i tempi (verrà ristampato insieme a Detto fatto).

Inoltre, il singolo Veleno 7, dal 2019 a febbraio 2022, è stato il brano più ascoltato in 24 ore su Spotify, con 1.824.280 milioni di stream. Superato poi da Brividi di Mahmood e Blanco.

Oggi viene annunciato ufficialmente il nuovo album di Gemitaiz prima dell’estate e il loro tour insieme nei palazzetti in autunno (con Magellano concerti). Ma anche i loro tour singoli estivi.

Verrà stampata anche una collana celebrativa di 45 giri. Inoltre, verrà portato avanti il progetto di Priestess e quello dedicato agli emergenti. A tal proposito Harsh ha raccontato come sia sempre alla ricerca di nuovi talenti (soprattutto per l’etichetta Harsh Times). Se riesce, vedendoli dal vivo o cercando i video, ma che non gli sia mai capitato di scoprirne uno dal demo o dalle mail inviate.

Alla fine della conferenza, spazio anche per una piccola polemica. Alcune voci (articoli e post) hanno dato Jacopo Pesce come dimissionario dal suo ruolo per andare a fondare una realtà con Shablo e Fabrizio Ferraguzzo, dopo che aveva messo un post con loro due qualche giorno fa a Los Angeles. Un giornalista gli ha chiesto in maniera diretta se Island rimarrà a fianco di Tanta Roba in ogni caso e se lui rimarrà in Island. Ma Pesce non ha voluto ovviamente commentare in alcun modo.


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