Da oggi 20 settembre, Spotify inizierà a consentire a un gruppo selezionato di artisti indipendenti di caricare la propria musica direttamente sulla piattaforma di streaming attraverso il proprio account Spotify For Artists. L’annuncio è arrivato dalla società stessa.

Il programma, che viene lanciato in formato beta, è stato testato con un piccolo gruppo di artisti. Sarà reso disponibile su invito a «poche centinaia di artisti indipendenti con sede negli Stati Uniti». Lo afferma un post sul blog. Gli inviti saranno estesi nei prossimi mesi.

Questi artisti che controllano i loro diritti d’autore e che non hanno accordi con etichette o distributori possono accedere al proprio account Spotify For Artists. Poi potranno caricare la propria musica, inserire informazioni, visualizzare l’anteprima sulla loro pagina. E infine potranno pubblicare la propria musica.

Le dichiarazioni di Kene Anoliefo

«Volevamo rendere facile, flessibile e trasparente lo strumento» , ha detto a Billboard Kene Anoliefo di Spotify For Artists. «Non ci saranno limiti alla frequenza con cui possono caricare i brani. Pensiamo che questa manovra possa aprire uno spazio creativo davvero interessante per gli artisti. Il tutto per iniziare a condividere la propria musica con i propri fan su Spotify».

Attraverso l’elaboratore dei pagamenti Stripe, Spotify faciliterà i pagamenti delle royalty, che saranno contabilizzati ogni mese. In una e-mail, un rappresentante di Spotify ha chiarito che gli artisti che caricano direttamente la propria musica riceveranno il 50% delle entrate nette di Spotify. Inoltre manterranno il 100% delle royalties su quella musica.

Gli artisti saranno in grado di tenere traccia dei pagamenti storici, nonché di vedere le proiezioni per i pagamenti futuri e tracciare quando saranno depositati sui loro conti bancari.

«I test dimostrano che questo livello di trasparenza aiuta davvero gli artisti a pianificare il loro budget per il futuro. Inoltre li li aiuta a collegare le loro prestazioni generali su Spotify. Il tutto utilizzando tutti quegli strumenti aggiuntivi per pubblicare la musica e farsi pagare», ha continuato Anoliefo. «Non ci sono molte altre informazioni aggiuntive. Poi penseremo al resto».

Bypassare i distributori

Questo nuovo strumento consentirà agli artisti indipendenti di aggirare i tradizionali distributori digitali quando caricano e raccolgono royalties da Spotify.

In precedenza, per ottenere musica su Spotify gli artisti dovevano passare attraverso un distributore come DistroKid, CD Baby, TuneCore, Record Union, EmuBands o AWAL di Kobalt. (Le etichette hanno i loro bracci di distribuzione, o possono usare servizi come l’Orchard)

Ora, attraverso Spotify For Artists, i musicisti indipendenti che possiedono un copyright sono in grado di fare tutto questo su Spotify da soli, gratuitamente, tramite Spotify For Artist. Questo sarà un punto di riferimento per controllare flussi, fan, royalties e pagamenti.

Questa funzione è anche un ulteriore passo che l’azienda sta intraprendendo per assumersi le responsabilità di un’etichetta discografica tradizionale. Però mantenendo la distanza dalla formula «etichetta discografica».