Novità SoundCloud: gli artisti possono lanciare i brani direttamente nei servizi di streaming

SoundCloud ha annunciato un nuovo strumento che permette ad alcuni utenti di lanciare il loro prodotto nei principali servizi di streaming musicale
SoundCloud svela nuovi tool che permettono agli artisti di distribuire direttamente su Spotify, Apple Music e altri
SoundCloud svela nuovi tool che permettono agli artisti di distribuire direttamente su Spotify, Apple Music e altri

Ieri, martedì 19 febbraio, tra le ultime azioni di SoundCloud che vogliono mettere al centro gli artisti, l’amministratore delegato Kerry Trainor ha presentato una nuova funzione. Questo tool permette ai creatori di distribuire la propria musica direttamente da SoundCloud a tutti i principali servizi di streaming. Tra questi ci sono Spotify, Apple Music, Amazon Music e Instagram.

Lo strumento – che è inserito negli account degli artisti con abbonamenti SoundCloud Pro e Pro Unlimited – passerà all’artista stesso il 100% dei guadagni da tali piattaforme. SoundCloud non effettuerà ulteriori tagli né addebiterà costi di distribuzione.

«Si tratta di un ecosistema a due lati. I creatori portano ottimi contenuti e i contenuti hanno l’opportunità di essere scoperti», ha detto Trainor a Billboard. «Vogliamo essere il primo luogo in cui i creatori di musica vengono per condividere il loro lavoro con il mondo».

I requisiti

La fase Open Beta è ora dedicata agli abbonati SoundCloud Pro o Pro Unlimited. Devono avere almeno 18 anni e devono possedere (o controllare) tutti i diritti sulla loro musica originale. Non devono avere avuto avvertimenti sul copyright e devono aver raccolto almeno mille ascolti nell’ultimo mese. Per gli utenti idonei, un pulsante di distribuzione apparirà ora nella sezione dedicata. Nel nuovo tool si chieder loro di scegliere tra un elenco di canali di distribuzione, per pianificare la pubblicazione.

Spotify ha lanciato una funzione simile lo scorso settembre, riservata solamente al proprio servizio.  Consente a determinati artisti indipendenti di bypassare i distributori e caricare la propria musica direttamente sulla piattaforma di streaming. Come? Attraverso il proprio account Spotify For Artists.

Trainor ha spiegato che questa nuova offerta di SoundCloud la posiziona come terreno fertile per i principali servizi di streaming, piuttosto che come rivale.

«SoundCloud non è (e non è mai stato) pensato per essere un’esperienza di streaming di massa a senso unico», ha detto Trainor. «Lo streaming è aumentato, le persone stanno pagando di nuovo per la musica ed è fantastico quello che stanno facendo tutti i principali servizi di streaming.

Ma ciò di cui SoundCloud si occupa, da sempre, è potenziare i creatori e fornire quella connessione tra creatore e ascoltatore. Il tutto continuando a investire in questo. Non si tratta di cercare di inseguire gli altri servizi di massa».

I servizi di streaming stanno diventando come le etichette?

Molte persone del settore stanno sottolineando come i servizi di streaming si stiano spostando sul territorio delle etichette. Trainor, però, ha insistito sul fatto che SoundCloud non ha alcuna aspirazione ad agire come un’etichetta discografica. Invece, considera l’azienda come un «partner» per il lato più tradizionale dell’industria.

«Non investiamo nei contenuti come farebbe un’etichetta o un editore. Non è il punto in cui ci dirigiamo», ha detto. «Sinceramente, siamo molto felici quando i creatori vengono scoperti dalle etichette e vengono supportati dalle etichette stesse dopo aver guadagnato engagement su SoundCloud».

SoundCloud ha superato 200 milioni di brani caricati la scorsa settimana. Ora conta 20 milioni di creator sulla piattaforma.

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