Sonos Radio: da Thom Yorke a Erykah Badu quando l’artista diventa curator

Il senior director Joe Dawson e l’executive producer Saidah Blount illustrano il perfetto mix di elementi su cui si sviluppa un’offerta di contenuti unica nel suo genere
Sonos - Thom Yorke - foto di Alex Lake
Thom Yorke (foto di Alex Lake)

Parliamo di una realtà decisamente intrigante nel panorama musicale: lascia carta bianca agli artisti coinvolti, chiede agli appassionati di osare e mantiene quell’approccio che una volta era peculiare nell’arte del mixtape. Per questa nuova tappa del nostro viaggio alla scoperta del mondo di Sonos Radio, andiamo nel cuore del progetto, intervistando Joe Dawson (Senior Director) e la sua collega Saidah Blount (Executive Producer).


Sonos - FKA Twigs  - foto di Lucky Tennyson
FKA Twigs è fra i curatori di Sonos Radio (foto di Lucky Tennyson)
Sonos intende essere non solo uno speaker ma anche produttore di contenuti. Quali sono le scelte più innovative che vi distinguono dalle altre realtà?

Joe Dawson: Un’area che ha sempre contraddistinto Sonos come brand è il nostro lavoro a stretto contatto con chi crea musica e non solo. Quando abbiamo sviluppato il concept originale di Sonos Radio, sapevamo che il cuore della piattaforma sarebbe stato la curatela umana e il supporto di una varietà di voci creative. Queste continuano ad essere la nostra ancora e ciò che differenzia la nostra piattaforma.


Abbiamo un ottimo team di curator che ne sviluppano le offerte principali, ma abbiamo anche voluto esplorare alcune delle menti più acute e talentuose della musica, dando agli artisti la libertà di creare le proprie radio: dalla selezione di brani che hanno dato forma ai loro ricordi e alle loro carriere alla condivisione di musica inedita dai loro archivi, fino al racconto di aneddoti personali.

Abbiamo lavorato molto con alcuni dei nostri fidati artisti partner (Thom Yorke, Brittany Howard, Erykah Badu, Brian Eno, David Byrne, Björk, FKA Twigs, fra gli altri) per implementare questa strategia: gli ascoltatori – e gli artisti – adorano il risultato.

L’informazione musicale è in buona salute? Dalla prospettiva di Sonos, pensate che in generale sia adatta a soddisfare le esigenze delle nuove generazioni?

JD: Pensiamo che il modo migliore per informarsi sulla musica sia trovare voci autorevoli e una varietà di punti di vista. Per questo manteniamo quell’approccio con i nostri host e partner nei programmi radiofonici e nei podcast Sonos Originals.

Ci sforziamo di lavorare con una gamma di voci brillanti e fidate che abbiano già di per sé un forte legame con la community degli artisti. Mettiamo insieme host, curator ed esperti di grande esperienza per ricostruire i suoni, le storie e il contesto che stanno dietro ai tuoi generi e artisti preferiti.

Ognuno ha bisogno di trovare ciò che faccia per lui o lei, e ci sono tante vie – che si tratti di media, scrittori, community, artisti – ma noi semplicemente cerchiamo di apportare un punto di vista unico e positivo al mondo dell’informazione musicale. Sonos Radio si impegna ad amplificare voci diverse nel mondo della musica, dai nostri collaboratori ai nostri dipendenti, al fine di creare il contenuto migliore.

Avete creato radio specifiche per addormentarsi, come Slow Motion Freeway, Waterfall at Dusk, Warm Glow. Perché avete scelto Mikael Jorgensen degli Wilco?

JD: Il nostro progetto è finalizzato a trasmettere la perfetta esperienza musicale in ogni momento della giornata. E quale momento migliore di un buon sonno notturno? Moltissimi utenti di Sonos usano il prodotto nelle loro camere da letto come suono per addormentarsi o come sveglia, per cui abbiamo voluto assicurarci di avere la giusta offerta per tutti i nostri ascoltatori.

Mikael è un artista che ammiriamo da sempre, per il suo lavoro sia con gli Wilco che al di fuori della band. È una mente davvero creativa e un compositore di talento. Inizialmente lavorammo insieme a un progetto di Sonos Radio con The North Face: la stazione radio Never Stop Exploring. Dopodiché abbiamo voluto espandere la nostra offerta Sonos Sleep con nuove composizioni originali, e Mikael era perfetto.

Sonos - Mikael Jorgensen (seduto sull'erba) insieme alla sua band, gli Wilco - foto di Annabel Mehran
Mikael Jorgensen (seduto sull’erba) insieme alla sua band, gli Wilco (foto di Annabel Mehran)
Com’è nata la stazione limited edition Full Spectrum? Lanciata da un gruppo di dipendenti LGBTQ+ di Sonos, include canzoni di artisti di quella community, così come musica considerata parte integrante di quel mondo. Che riscontri avete avuto?

Saidah Blount: Siamo entusiasti dei risultati! Quest’anno faremo il secondo refresh della stazione, aggiungendo nuova musica e nuove puntate di Sound It Out, il programma mensile di Full Spectrum con interviste ad artisti e creativi LGBTQ+ sui loro gusti musicali e i loro punti di vista sul Pride.

Abbiamo avuto feedback molto positivi sulla stazione, sia dai nostri colleghi LGBTQ+ in Sonos che dagli ascoltatori che hanno sentito magari una canzone che gli ricordava un momento della loro esperienza di vita. Per esempio l’attore Leslie Jordan ha pianto durante la sua puntata di Sound It Out quando ha ricordato quanto suo padre l’abbia incoraggiato da bambino. Abbiamo creato un contenuto che parla in modo sincero ed emozionale all’esperienza LGBTQ+ globale.

Riproporrete questo tipo di radio per altre tematiche sociali nel futuro prossimo?

SB: Sì! Siamo onorati di creare stazioni radio per la black community (Say It Loud), i nostri colleghi Latinx (Sonido Mio) e per la community di donne e di persone non-binary (Break the Ceiling). Siamo felici di lanciare a maggio una stazione dedicata alla community di persone originarie dell’Asia e delle isole dell’Oceano Pacifico.

Per Sonos è importante offrire ai nostri colleghi appartenenti a gruppi storicamente marginalizzati l’opportunità di vedersi rappresentati in ogni aspetto dell’esperienza Sonos Radio. I nostri dipendenti sono entusiasti di creare le loro stazioni e di poter raccontare le loro storie tramite voice-over registrati.

Ora che l’ondata pandemica sembra scemare, pensate di interagire con i festival? Se sì, come?

JD: Siamo felici che le persone possano ritrovarsi di nuovo insieme per godersi la musica dal vivo, visto che ci avviciniamo alla stagione dei festival. Storicamente Sonos non si è presentata ai festival per una miriade di ragioni. Ma siamo sempre in cerca di nuovi modi per stabilire un legame con i consumatori.

Sonos Radio ci dà più flessibilità per raccontare storie e creare un’esperienza unica. Da quando l’abbiamo lanciata ad aprile 2020 non abbiamo avuto modo di trasporla nel mondo “reale”. Non ci sono piani precisi al momento, ma cercheremo senz’altro di coinvolgere gli utenti “in real life” nel futuro prossimo.

Sonos Radio

  • Disponibile gratuitamente per tutti gli utenti Sonos
  • Un mix di contenuti originali creati dai curator in base a temi e generi (French Connection, classica, R&B…)
  • Stazioni curate da artisti del calibro di Thom Yorke

Offrendo una programmazione originale e curata, Sonos Radio riflette la competenza musicale del brand ed è un luogo per scoprire nuovi artisti, canzoni e generi per ogni umore della giornata.

Disponibile gratuitamente su tutti i dispositivi Sonos attraverso l’app Sonos, Sonos Radio ti regala sempre nuove sorprese, con nuovi contenuti originali in arrivo.

Le stazioni individuali e i formati degli show ti consentono di ascoltare gli album appena usciti e scoprire le storie dietro alla musica. I clienti hanno la libertà di sintonizzarsi e scoprire oltre 60mila stazioni di trasmissioni radio di tutto il mondo, gestite da collaboratori di vecchia data.

Potrai apprezzare la programmazione originale di Sonos Radio, selezionata con attenzione da un team di curatori, DJ e artisti, con varie selezioni musicali ispirate sia ai classici che ai tormentoni del momento.

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