Nasce ECULTURE Group, nuovo global player di servizi integrati innovativi legati all’entertainment

Nonostante la crisi dovuta alla pandemia, un gruppo di professionisti italiani dell’intrattenimento punta in alto, aprendo sedi a Berlino, Ibiza, Los Angeles e Rimini
ECULTURE Group - foto di Joel Reyer - Unsplash
Foto di Joel Reyer / Unsplash

Il network di ECULTURE Group è opera di tre professionisti di lunga esperienza: l’ideatore dell’intero progetto Fabrizio De Meis (chief entertainment officer del gruppo), il presidente Fabrizio Tamburini (fondatore e direttore di radio m2o per 18 anni) e Giovanni Bocchi, consulente finanziario e responsabile dell’area equity, che ha come background una solida carriera nel consulting ed è un esperto nell’acquisizione e rilancio di brand e startup.

ECULTURE annuncia la sua nascita dall’Italia, dove tutto è cominciato, e in particolare da Rimini come luogo di culto per l’intero settore. Presto, però, saranno annunciate le prime grandi fusioni internazionali e le nuove strutture digital & strategic per il mercato globale.

Fabrizio Tamburini - ECULTURE
Fabrizio Tamburini, presidente di ECULTURE Group

Una nuova visione dell’intrattenimento

«La nascita di ECULTURE rappresenta l’inizio di una nuova era. Io sono orgoglioso di ricoprire la carica di presidente di questo nuovo gruppo», dice Fabrizio Tamburini. «Il settore dell’intrattenimento è in ginocchio. L’emergenza non è certamente finita ma si intravede una ripartenza. In questa lunghissima fase di riposizionamento ci siamo convinti che il concetto stesso di divertimento vada innovato, associandolo indissolubilmente a quello più esteso e vitale di cultura».

E continua: «Del resto, sessant’anni dopo la rivoluzione del rock, la musica elettronica ha unito generazioni di ogni provenienza, etnia ed estrazione sociale. Generando a sua volta nuove connessioni e stimoli, in un circolo virtuoso in cui “intrattenimento” e “cultura” si diffondono e crescono di pari passo. Partendo da questo presupposto, abbiamo pensato di riunire i migliori professionisti nel campo di entertainment, digital, equity e communication per garantire una svolta epocale a tutto il movimento: diversi know-how integrati e completamente focalizzati su un unico obiettivo. Questo è ECULTURE, e vorremmo imporre a livello globale una nuova visione del mondo dell’intrattenimento».

Fabrizio De Meis - ECULTURE
Fabrizio De Meis, chief entertainment officer

L’entertainment oggi

«Abbiamo riunito un team di professionisti di lungo corso, pronti a leggere il futuro e a operare in sinergia su quattro aree di attività: equity, communication, digital ed entertainment», spiega il chief entertainment officer Fabrizio De Meis. «Non è stato difficile perché chi, come me, ha speso la vita in questo settore sa bene come stavano le cose prima della pandemia: il mondo dell’entertainment stava cambiando pelle, ibridandosi sempre di più tra social e dinamiche proprie della comunicazione».

«Ormai l’evento non si esaurisce nel proprio perimetro. Continua su video e telefonini in ogni angolo del mondo e per questo deve essere portatore di valori e di contenuti. Ogni occasione di aggregazione diventa un piccolo mass medium in sé. Basta che un partecipante ne filmi anche pochi secondi per diventare subito globale, non sempre nella forma giusta, in verità».

«Se non ci avesse fermati la pandemia, presto lo avrebbe fatto il sistema stesso, costringendoci a riflettere su noi stessi e su quello che facciamo. In questo anno e mezzo in cui accidentalmente tutto è rimasto fermo, ho visto chiaramente quello di cui l’entertainment aveva bisogno. Ovvero un nuovo senso di responsabilità verso la cultura che esso stesso genera a livello globale attraverso tutti i mezzi di comunicazione. Quando ho condiviso questa intuizione col resto del gruppo è stato come se insieme avessimo aperto una porta che tenevamo chiusa dentro di noi».

Cos’è ECULTURE Group

Continua De Meis: «Con la nascita di ECULTURE Group varchiamo la soglia di una nuova era in cui prima di tutto investiremo risorse per rifondare marchi importanti del settore o creare start up innovative, e poi saremo operativi a 360 gradi per istituzioni e aziende, mettendo in sinergia know-how convergenti verso il “nuovo intrattenimento” dove non si scappa dalla realtà, ma la si vive generando patrimonio culturale».

«Per fare questo, copriremo ogni aspetto relativo all’ideazione, alla pianificazione e alla realizzazione di progetti innovativi legati all’intrattenimento, inteso come strumento di aggregazione e cultura umana: dalla partecipazione diretta in capitali al fundraising, dalla direzione creativa alla pianificazione di campagne multimediali, dalla big data analysis per aziende e istituzioni al growth hacking, dalla direzione artistica e il management fino alla realizzazione completa di grandi eventi».

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