Luca Stante nominato Country Manager di Ingrooves Italy: l’intervista

Professionista nel mercato musicale da oltre vent’anni, Stante guiderà la divisione italiana di Ingrooves Music Group lavorando in sinergia con Universal Music Italia, per il raggiungimento degli obiettivi di crescita di label e artisti indipendenti
Luca Stante, Country Manager di Ingrooves Italy
Luca Stante, Country Manager di Ingrooves Italy

Ingrooves Music Group è una società leader nella distribuzione digitale e nei servizi di marketing musicale, indipendente e globale. Parte integrante di Universal Music Group dal 2019, il gruppo è in espansione costante, con un sempre crescente numero di uffici in tutto il mondo. Oggi, Ingrooves annuncia una novità: a operare sul mercato italiano (e non solo) in qualità di Country Manager di Ingrooves Italy c’è Luca Stante, figura professionale forte di una carriera ventennale nel mercato degli indipendenti e di una lunga esperienza come CEO di Believe Italia, ora pronto per iniziare una nuova avventura.

Con Ingrooves e la partnership strategica con Universal Music Italia – e le sue tre divisioni, Island, Virgin e Polydor – Luca Stante e il suo team si pongono come obiettivo quello di fornire servizi personalizzati ad artisti ed etichette discografiche indipendenti, aiutandoli a crescere a livello globale. La collaborazione è mutuale: una delle novità più grandi di questa nuova esperienza è infatti il dissolversi, man mano, del confine tra cosa è major e cosa è indipendente. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare in esclusiva qualche dettaglio e le novità di questo suo nuovo inizio.

Ingrooves Italy, al via la sinergia con Universal Music Italia

Che cos’è Ingrooves?

Ingrooves fa parte del gruppo Universal, è un distributore digitale partito come indipendente e poi acquisito nel 2019. Ciò dimostra quanto Universal capisca l’importanza strategica del modello della distribuzione digitale e, quindi, del mercato degli indipendenti. È anche significativo il fatto che abbiano scelto me, che sono in questo settore da oltre vent’anni anni ed ho lavorato col 99% delle etichette e degli artisti indipendenti italiani.

Qual è il vantaggio di far parte del gruppo Universal?

Il fatto di far parte di Universal e della divisione italiana è un plus, innanzitutto per la sua forza finanziaria. L’artista o la label non avranno mai il dubbio circa la nostra solvibilità. Inoltre, il nostro mercato funziona anche con degli anticipi spesso corposi. Sicuramente Universal da questo punto di vista rappresenta una delle strutture con maggiore capacità di investimento.

Che tipo di sinergie ci sono con la divisione italiana?

Ingrooves per Universal può essere un bacino da cui attingere nuovi artisti che iniziano con la distribuzione. Quando subentra l’esigenza di servizi di produzione o di marketing, possono fare upsell alle label (Island, Virgin, Polydor). Viceversa, anche le label Universal possono fornire a noi degli artisti interessanti, quando ad esempio questi non vengono ritenuti temporaneamente adatti per il contratto di produzione o licenza. Ingrooves fornisce il servizio di distribuzione che include la promozione sugli store digitali, e inoltre svolge una preziosa attività di consulenza strategica per accompagnarli nella loro crescita.

«Ingrooves è il distributore digitale più avanzato dal punto di vista tecnologico al mondo»

Qual è il valore aggiunto di Ingrooves?

Gestiamo tanti artisti di generi diversi, perciò abbiamo un punto di osservazione privilegiato. E siamo i primi a sperimentare le nuove best practices che riguardano gli store digitali o la promozione online sia locale che internazionale. Inoltre, Ingrooves è il distributore digitale più avanzato dal punto di vista tecnologico al mondo. Ci sono tool e servizi che hanno lo scopo reale di supportare gli obiettivi di crescita di artisti e label nel settore digitale.

Ad esempio?

Il nostro tool, Smart Audience, è una soluzione di web advertising brevettata e guidata dall’intelligenza artificiale. È pensata per ottimizzare gli investimenti: a parità di somme investite, è stato riscontrato spesso un ROI raddoppiato rispetto al web advertising tradizionale.

Un altro strumento è Register: si tratta di un servizio finanziario che può sostituire completamente un sistema di rendicontazione di un’etichetta discografica. Pagando direttamente gli artisti, aiutiamo la label a concentrarsi sui propri punti di forza, cioè la ricerca artistica e la creatività.

Per TikTok, invece, siamo fra i primi al mondo ad aver integrato le statistiche di utilizzo dei brani sulla piattaforma, quasi in tempo reale. Interazioni, numero di stream, aggiunta in playlist o utilizzo nei video degli utenti (UGC): in tal mondo, comprendiamo il comportamento del target per lo specifico progetto e diamo consigli ad artisti ed etichette per incrementare la loro audience ed ottimizzare le loro pubblicazioni.

«Stare in un gruppo multinazionale permette di entrare a far parte di un network di artisti top a livello globale»

Quali sono i valori che guidano il team di Ingrooves?

L’elemento umano è certamente il più importante. I nostri partner hanno un team globale altamente specializzato, che ha come strategia principale l’ottimizzazione di ogni release musicale nei vari territori. Già due mesi dopo il mio arrivo in Ingrooves, ad esempio, grazie anche alla collaborazione ottenuta con gli store digitali locali come Spotify, Apple Music, Amazon Music, TIMMUSIC, abbiamo ottenuto il primo platino per Love Tonight, il singolo degli Shouse che vede anche un feat con David Guetta.

Di recente invece è uscito il singolo di Tainy, in featuring con la superstar latina Bad Bunny insieme a Julieta Venegas, che ha raggiunto la 7° posizione nella Top50 Global su Spotify. Anche qui, sto collaborando con i miei colleghi all’estero per promuovere questi artisti in Italia. Stare all’interno di un gruppo multinazionale consente agli artisti di entrare a far parte di un network di artisti top a livello globale, con cui pianificare collaborazioni che travalicano i confini locali.

E i progetti italiani?

Dipende dal segmento di mercato, ne ho già diverse in fase di pianificazione. Ogni genere ha dinamiche sue proprie nel digitale. Ad esempio, non appena avrò dei progetti adeguati promuoverò la musica italiana all’estero. È sempre stimolante per me che da vent’anni lavoro in questo settore, perché le best practices si aggiornano continuamente. Stare con Ingrooves mi aiuta molto, sia per l’expertise derivante da professionalità e culture diverse, sia grazie ai tool innovativi sviluppati da Ingrooves. A tal proposito, sto già parlando di strategie internazionali con alcuni partner.

«Oggi le major investono in artisti emergenti con dei trend in forte crescita sui canali digitali e Ingrooves in questo può aiutarli»

Domanda collaterale: che ne pensi del debutto in borsa di diverse realtà musicali?

Penso che sia un’ottima notizia. Il periodo 2005 e il 2015 è stato un periodo buio per la discografia, non si riusciva a trovare un modello di business vincente, mentre il fisico era entrato inesorabilmente nella fase discendente del suo ciclo di vita. Negli ultimi anni, e con l’avvento dello streaming, il settore discografico è diventato molto appetibile per gli investitori, e le quotazioni lo dimostrano. Sono certo che il settore, soprattutto in Italia, abbia ancora ampi margini di crescita. La prossima innovazione e modello da perseguire potrebbe essere quello della blockchain, e so che Universal si sta muovendo attivamente da questo punto di vista. Io ho seguito un corso specifico tenuto dal MIT di Boston.

Insomma, la linea che separa ciò che è major e ciò che è indipendente si è finalmente assottigliata.

Assolutamente. Dieci anni fa, una major investiva quasi esclusivamente su artisti con un alto potenziale di vendite fisiche. Oggi invece investe moltissimo in artisti emergenti con dei trend in forte crescita sui canali digitali e Ingrooves in questo può aiutarli. In passato, ho lavorato con tanti artisti che ora sono fra quelli di maggior successo in Italia. Ad esempio Achille Lauro, Ghali, Levante, Sfera Ebbasta, Ultimo solo per citarne alcuni. In passato, le classifiche avevano un basso indice di variabilità, oggi invece sono popolate per il 90% di progetti che cinque anni fa non esistevano. Le major hanno compreso questo trend e si sono avvicinate al mondo degli indipendenti. Il lancio di Ingrooves da parte di Universal è una prova evidente.

In conclusione, se io fossi un artista e volessi avvicinarmi a Ingrooves, cosa dovrei fare?

Ingrooves investe tutte le proprie energie per essere considerato un partner fondamentale per la carriera degli artisti. Ci si può proporre direttamente, oltre al fatto che ovviamente noi facciamo un’attività di scouting! A tal proposito, alcuni artisti pensano di poter lavorare autonomamente. Se posso dare un consiglio, l’artista dovrebbe contattarci tramite un manager o un’etichetta, perché lui deve spendere tutte le proprie energie nella creatività.

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