Chi ama la musica sa quanto sia cresciuto in questi ultimi anni il consumo di dischi in vinile. Eppure, quando un signore di nome Michael Kurtz nel 2007 decise che sarebbe stato bello dedicare una giornata alle catene di negozi indipendenti che mettevano ancora nei loro scaffali dischi in vinile usati e nuovi, in pochi ci credevano, pensando a una trovata da hipster nostalgico. E così nel 2008 prese vita il primo Record Store Day e in 10 anni è lievitato, diventando un evento di culto, seguito da milioni di persone in tutto il mondo che aspettano con ansia di vedere il listone dei titoli con le edizioni limitatissime, colorate, di LP, 7” e boxset stampati solo in occasione del Record Store Day. Fortunatamente il fenomeno ha suscitato da subito reazioni positive degli artisti e delle band indie USA e UK (solitamente scaltri su questo tipo di iniziative), che intuirono la portata e le suggestioni che avrebbero causato il progetto di Michael Kurtz. Il risultato è stata un’adesione spontanea ai Record Store Day, dalla partecipazione a un semplice firmacopie fino a suonare dentro un negozietto di dischi della profonda provincia nordamericana. E anche in Italia da pochi anni gli artisti si sono “svegliati” al richiamo del vinile e partecipano alle iniziative dell’evento che quest’anno cade il 21 aprile. Buona caccia al tesoro.

Sono passati dieci anni dal primo Record Store Day. Quali sono le più grandi soddisfazioni che hai avuto in questo periodo? Pensi anche di avere accresciuto l’interesse dei giovani verso questo formato?

L’anno scorso è stata la decima edizione del Record Store Day e abbiamo battuto tutti i record di vinili venduti in un solo giorno. Quest’anno è l’undicesima e la mia più grande soddisfazione è stata vedere negli anni tutti gli album di Jimi Hendrix ristampati su vinile in formato sia mono che stereo. Adoro quei dischi. Ho fatto molte belle amicizie nella community dei negozi di dischi, così come in quella degli artisti. I Doors sono una delle mie band preferite di sempre. Diventare amico del batterista John Densmore e andare con lui ai firmacopie negli store americani ed europei è stata una bella soddisfazione. Lo è stato anche diventare amico di Robert Trujillo dei Metallica per il nostro comune amore per il bassista Jaco Pastorius – che poi si è trasformata in uno dei film ufficiali del Record Store Day. L’apice forse è stato essere nominato cavaliere dalla Francia per il lavoro che ho fatto con Record Store Day e il rafforzamento dei negozi locali. E sì, senz’altro abbiamo portato il vinile a un’intera nuova generazione di appassionati di musica. Quando abbiamo iniziato a fare il Record Store Day la maggior parte delle persone che venivano aveva più di 50 anni, mentre adesso l’età media è scesa a circa 25 anni.

Ci dici quali sono le cinque uscite più interessanti di quest’edizione del Record Store Day?

Il disco sinfonico dal vivo di Nas, il triplo LP inedito di David Bowie, il 7” dei Flaming Lips ripieno di birra, il singolo in 7” dei Led Zeppelin e l’album live di Bobby Gentry alla BBC sono tutti progetti molto interessanti per me. Non vedo l’ora di vedere il packaging. Ci sono oltre 400 titoli per il Record Store Day, quindi penso che qualsiasi appassionato di musica troverà almeno una decina di dischi che gli piaceranno senz’altro.

Come sei entrato in contatto col vinile e come te ne sei innamorato?

Ho comprato il mio primo singolo in 7” risparmiando i soldi che mia madre mi dava per pranzare. Era il 45 giri di Strawberry Fields Forever e Penny Lane dei Beatles. Mi folgorò e da allora era fatta. Smisi di mangiare a pranzo per comprami dischi con quei soldi. Diventai molto smilzo – e lo sono ancora, sempre comprando vinili.

Quando hai capito che avresti potuto organizzare un evento come questo?

Il primo anno Paul McCartney ci mandò una mail in cui diceva che supportava il Record Store Day e i Metallica dissero che avrebbero fatto un evento dal vivo nella loro città d’origine, San Francisco. Poi tutti i negozi che hanno aderito hanno detto che era una cosa incredibile, che avevano venduto tutti i vinili che avevamo fatto per il Record Store Day. In seguito a ciò abbiamo capito che avremmo potuto farne un evento internazionale. E così è stato.

Qual è la tua opinione su Discogs? Pensi che abbia influenzato il mercato del vinile, anche usato, nei negozi indipendenti?

Mi piace Discogs e lo uso io stesso, come fanno anche molti negozi di dischi. Offrono un bel servizio e permettono ai negozi di vendere dischi senza pagare gli alti fee di Amazon.

Quale paese eccetto gli USA ti ha sorpreso di più per i negozi di vinili?

La Francia.

Quali città degli Stati Uniti hanno i migliori negozi di dischi?

Penso che Los Angeles, Phoenix, New York e Portland abbiano il maggior numero di ottimi negozi di dischi negli USA.

Il collezionismo di vinili è in generale una cosa “da uomini”. Che profilo pensi che possa abbia una ragazza o una donna che compra vinili?

Sorprendentemente quasi il 50% delle persone che festeggiano con noi il Record Store Day sono donne. Il mio socio principale è una donna, Carrie Colliton. Non ho mai visto la sua collezione ma sospetto che ci siano un sacco di cose tipo Queens of the Stone Age. Immagino anche un amore per i dischi della Disney. Penso che le donne più giovani optino per band come Twenty One Pilots e per cose hip hop, ma anche per artisti iconici come Beatles, Pink Floyd e Bob Marley.

Dicci i tre dischi in vinile di cui sei più orgoglioso.

Ho comprato il primissimo singolo dei REM, Radio Free Europe, che l’etichetta della band fece praticamente a mano con un’immagine stampata a Xerox sulla custodia. Mi piace molto. Mi piace anche l’album dei Doors che i proprietari dei negozi di dischi hanno curato per Record Store Day. E adoro anche il 10” di Sue (Or In a Season of Crime) di David Bowie.

Pensi che il Record Store Day abbia aiutato a far conoscere artisti del passato alle nuove generazioni?

Sì, certamente. Penso che abbiamo suscitato in tutta una nuova generazione una più profonda passione per Prince, Tom Petty, Notorius B.I.G., U2, Beatles, Rolling Stones e decine di altre band iconiche.

Cosa pensi della Third Man Pressing?

Sono davvero impressionato da tutto ciò che fa la Third Man Pressing. La loro fabbrica è stilisticamente fantastica, il livello qualitativo è alto, l’estetica della parte artistica e del packaging è di prima qualità e la loro abilità nel pubblicare dischi stupendi mi ispirano. La mia mente divaga ma non ho che pensieri positivi quando si tratta della Third Man.

Un’ultima domanda. L’hype per il vinile finirà? Quando ci sarà – se ci sarà – il revival del CD?

La maggioranza dei negozi di dischi mette buona parte della loro selezione di CD in saldo a prezzi ottimi per il Record Store Day e la maggior parte delle vendite di quel giorno sono sorprendentemente dominate dai CD. Abbiamo riscontrato ciò l’anno scorso ancora di più che negli anni precedenti. Non saprei che fare di questo dato o se si debba parlare di revival del CD per ora. Finché il vinile va, rimarrà. Le vendite di giradischi non sono mai state così alte e abbiamo superato la soglia del miliardo di dollari in vendite annuali di vinili. Se metti insieme questi due fatti, penso che la prognosi per il futuro del vinile sia molto buona.