L’industria discografica americana ha ricavato più di 11 miliardi nel 2019

Il rapporto annuale della RIIA delinea la situazione economica attuale dell’industria discografica: più del 79% dei proventi arrivano dallo streaming
Tutti i dati dell'industria discografica americana del 2019
Florencia Viadana/Unsplash

L’industria discografica americana ha registrato ricavi per 11,1 miliardi di dollari nel 2019. Lo comunica il rapporto annuale della RIAA (Recording Industry Association of America). Si registra così un aumento del 13% su base annua rispetto ai 9,8 miliardi di dollari raggiunti nel 2018.

Un lungo articolo di Billboard USA a firma di Dan Rys analizza i dati più importanti che emergono dal rapporto. La percentuale appena citata rappresenta una cifra notevole perché conferma un trend già attivo da qualche anno: questo infatti è il quarto anno consecutivo in cui aumentano i ricavi dell’industria musicale made in USA. Nel 2017 le vendite sono aumentate del 16,5 % mentre nel 2016 dell’11,4 %. Ma da dove viene soprattutto questa crescita?

I dati positivi dello streaming

I guadagni principali arrivano dallo streaming. I ricavi di servizi come Spotify, Apple Music o Deezer sono aumentati notevolmente. Si è registrato un aumento del 19,9 % rispetto all’anno precedente con un ricavo totale di 8,8 miliardi di dollari (nel 2018 erano 7,4 miliardi). Sono aumentati gli abbonamenti ai servizi streaming (+ 25% rispetto al 2018): i 6,8 miliardi di dollari di guadagno dello streaming rappresentano il 61% dei ricavi complessivi.

I ricavi dei download digitali scendono sotto al miliardo

Ma mentre i dati dello streaming salgono sempre più, c’è un fattore interessante. Per la prima volta dal 2006, i ricavi delle vendite di download digitali sono scesi sotto al miliardo (nel 2019 c’è stato un ricavo totale di 856 milioni di dollari, contro il miliardo abbondante del 2017).

Le vendite di album in digitale sono scese del 21 % arrivando a 395 milioni. Quelle di tracce singole, invece, sono diminuite del 15 % (415 milioni di dollari).

Il peso delle vendite fisiche nell’industria discografica USA: boom vinile

Aria di stabilità per le vendite fisiche. Si è di fatti registrato un calo quasi impercettibile rispetto all’anno precedente. Le vendite sono scese dello 0,6 %. Questo numero nasconde però una differenziazione da notare.

Le vendite di CD fisici sono scese del 12 %, mentre quelle dei vinili stanno aumentando sempre più. I vinili in America hanno portato a un aumento delle vendite del 19 % rispetto al 2018. I ricavi provenienti dalla vendita di vinili (504 milioni di dollari) sono i più alti degli ultimi 32 anni.

Le stesse variazioni dei prezzi raccontano questo cambiamento. Il prezzo medio di listino di un CD è sceso dai 13,43 dollari del 2018 ai 13,21 dollari del 2019. Invece, i vinili hanno registrato un aumento, seppur minimo: nel 2018 il prezzo medio di un vinile era di 25,10 dollari. Lo scorso anno, invece, la media era di 26,05 dollari.

Le differenze generali rispetto al 2018

Queste le percentuali dei due anni messi a confronto.

I ricavi del 2018 erano così suddivisi: vendite digitali (85,4 %), vendite fisiche (11,7 %) e royalty (2,9 %).

I ricavi nel 2019 invece sono così suddivisi: vendite digitali (87,2 %), vendite fisiche (10,3 %) e royalty (2,5 %).

Articolo Precedente

Guarda in anteprima il video di "Livido Blu" dei Franco e la Repubblica dei Mostri

Articolo Successivo

Paura per Diplo in Brasile, sparatoria durante il suo DJ set

Articoli correlati
Total
7
Share