Eros Ramazzotti, siglato con Vertigo un accordo “all-inclusive” dai live alla discografia

Il deal chiuso fra Radiorama e il promoter trasforma i concerti in naturale baricentro di tutte le attività dell’artista, comprese speciali iniziative per i fan
Eros Ramazzotti: il suo tour mondiale di Vita Ce N'è torna in Italia
Eros Ramazzotti (fonte: ufficio stampa)

Che Eros Ramazzotti fosse una potenza in termini discografici e di live è cosa ben nota a tutti. Ma adesso quei due mondi vengono fusi in un insieme organico che trova il suo naturale centro di gravità proprio nel live. È questo lo spirito che anima l’accordo recentemente siglato fra Radiorama (società che cura l’attività artistica di Ramazzotti) e il promoter Vertigo (parte del gruppo tedesco Eventim Live International).

È la prima volta che un artista italiano condivide con un soggetto unico tutti gli aspetti relativi alla sua carriera, dalla discografia ai concerti, dalle sponsorizzazioni ai diritti televisivi. Particolare attenzione ovviamente è riservata ai fan, che con l’acquisto di biglietti potranno per esempio accedere in via prioritaria all’acquisto di dischi ed edizioni limitate o ad esperienze esclusive.

Abbiamo chiesto ai due protagonisti del dealAndrea Pieroni, CEO di Vertigo, e Gaetano Puglisi, manager di Ramazzotti a capo di Radiorama – di presentarci gli aspetti innovativi di una simile operazione.

Andrea Pieroni, CEO di Vertigo
Andrea Pieroni, CEO di Vertigo
Andrea, ci fai una panoramica delle aree di attività che Vertigo metterà in campo a supporto di Eros Ramazzotti?

AP: Possiamo dire che questo tipo di contratto, che per la prima volta è stato sottoscritto da un artista italiano, porterà a delle sinergie incredibili tra comparto discografico e comparto live. Renderà possibili situazioni che lavorando a settori separati sono molto difficilmente realizzabili. Mi riferisco in primis all’accordo che abbiamo chiuso con Amazon per la vendita coordinata di album e biglietto per lo show inaugurale del tour mondiale, del quale daremo i dettagli a breve. Ma questo è solo un esempio. Il poter accoppiare le strategie promozionali di album e tour farà sì che tutto sia curato nei minimi dettagli.

Il tour mondiale che partirà a settembre 2022 sarà ovviamente la punta di diamante, chiamiamolo core business. Ma Vertigo, oltre al live e alla discografia, si occuperà anche di TV, sponsorizzazioni e di tutti gli altri diritti. Poter gestire in sinergia con Radiorama (storica struttura di management e produzione di Ramazzotti) ogni aspetto della carriera dell’artista avrà il vantaggio per entrambe le parti di avere una visione globale sul progetto, facilitando la pianificazione delle strategie più appropriate per svilupparlo al meglio.

Che tipo di valutazioni – o anche di modelli internazionali, se ce ne sono – ha ispirato una simile partnership “onnicomprensiva”?

AP: Pur essendoci altri esempi di questo tipo – penso a Madonna e U2, che in passato hanno concluso accordi abbastanza simili a questo – devo dire che non ci siamo ispirati a quel modello. L’esigenza di Vertigo e quella di Radiorama era ed è quella di non disperdere in mille rivoli l’enorme potenziale di un artista internazionale come Eros Ramazzotti. Dopo il grande successo del tour mondiale 2019/20, questo ci è sembrato il passo più naturale da fare.

Una volta i dischi portavano i fan ai concerti, oggi un accordo come questo sembra ribaltare tale dinamica. È l’inizio di una rinnovata centralità delle produzioni di eventi?

AP: Una volta non esisteva internet. Questo mezzo di comunicazione ha completamente stravolto le antiche abitudini. Chi vuol stare nel mercato in questo momento storico deve fare i conti con tutto questo. È necessario rinnovarsi e trovare nuovi modelli di business e comunicazione. Crediamo fermamente che in questo modo porteremo ancora più fan ai concerti e di conseguenza venderemo ancora più dischi o comunque “streammeremo” di più.  Anche se il modo di fruire la musica a livello domestico è cambiato, ciò non significa che non ci sia più necessità di musica di qualità. Live e discografia andranno di pari passo, contribuendo a far crescere l’uno e l’altra.

Gaetano Puglisi, manager di Eros Ramazzotti, a capo di Radiorama - 1
Gaetano Puglisi, manager di Eros Ramazzotti, a capo di Radiorama
Gaetano, come vedono Ramazzotti e Radiorama questo tipo di collaborazione: come una scommessa, una prova, un’opportunità?

GP: Più che una scommessa o una prova, è un’opportunità per tornare a fare quello che ha sempre fatto: innovare. Ramazzotti è sempre stato un pioniere nella sua carriera. Ha spesso tracciato percorsi prima di altri mostrando un’attenzione particolare verso tutte quelle strade che potevano essere innovative e di qualità.

Eros è il primo italiano a testare una nuova forma di mercato che vuole abbracciare tutti gli aspetti della discografia e che di base traccia dei percorsi nuovi per la distribuzione della sua musica nel mondo. È un accordo davvero a 360 gradi. Vuole tornare alle origini di quello che è sempre stato un modo particolarmente immersivo di vivere e sperimentare la musica. Anni fa era pratica comune che tutte le attività di un artista fossero strutturate in modo da essere armonizzate tra di loro. Si procedeva di pari passo tra discografia e concerti. L’innovazione sta proprio in questo: tornare al passato per proiettarsi nel futuro.

Perché cambiare modello dopo così tanti anni di solida carriera?

GP: Perché pensiamo ce ne sia bisogno. C’è bisogno di restituire priorità ad un modo di godere e fruire della musica che sia il più possibile vicino all’utente finale, ovvero al fan. Dopotutto sono i fan di un artista a “fare” l’artista stesso. Ed è fondamentale che godano di un’esperienza che li avvicini il più possibile al lavoro del musicista.

Con questo nuovo accordo vogliamo proprio che i fan tornino al centro dell’esperienza musicale in toto. Che sperimentino l’attesa di un concerto a partire dall’acquisto del disco o del vinile. Che sperimentino, in sostanza, un percorso in crescendo che parte dal disco e arriva al live.

Lo streaming è sicuramente una parte molto importante che può essere anche determinante per il successo di un artista o la bontà di un progetto musicale. Lavoriamo molto su questo aspetto ma non possiamo basarci soltanto su questo. Si tratta di un modello “fast” che alla lunga potrebbe allontanare un autore dalla sua fan base. Bisogna quindi prestare la stessa attenzione al lato più “analogico” della musica, che parte dall’acquisto di un biglietto “di carta” e passa attraverso il possesso di un disco fisico. E questo possesso fisico non è una cosa banale, perché rimane nel tempo, spesso anche per essere riscoperto.

In questo modo vogliamo creare le basi per far sì che si instauri di nuovo uno scambio più diretto tra Eros e i suoi ascoltatori. Ripartendo innanzitutto dalla dimensione che più caratterizza il lavoro del musicista ovvero i concerti, come momento per creare ricordi.

Quali sono le novità più salienti per i fan di Eros?

GP: L’idea, come dicevo, è di avvicinare il fan ad Eros puntando ad esaltare l’esperienza fisica oltre a quella digitale: il fan potrà ad esempio acquistare un biglietto per un concerto ed accedere allo stesso tempo in modo prioritario all’acquisto di dischi, di particolari edizioni limitate o ad esperienze esclusive riservate, create ad hoc per offrire un’immersione totale nel mondo di Ramazzotti.

È importante far tornare in auge un modo di pensare e di godere di oggetti preziosi come un vinile, un disco, il biglietto di un concerto, una maglia autografata. In questo modo, secondo noi, si può costruire un’esperienza davvero preziosa della musica, che sia più vicina al cuore dei fan. Come dicevo prima, è un modo per costruire ricordi: la musica alla fine serve anche a questo.

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