La pandemia ci fa ascoltare più musica: +17% di ore settimanali rispetto al 2019

Lo rivela il report Engaging with Music diffuso da IFPI, che fotografa le abitudini di fruizione nel mondo e localmente. Determinante la spinta proveniente dalle fasce più giovani
Consumo musica 2021 - IFPI - foto di Dusan Jovic - Unsplash
Foto di Dusan Jovic / Unsplash

Che sia per benessere psicologico o anche solamente per accompagnare il maggiore tempo che abbiamo passato in casa, è ormai chiaro che la pandemia di Covid-19 ha determinato un impulso decisivo al consumo di musica, specie su formati digitali. Nel nostro paese, per esempio, salgono a 19.1 le ore che mediamente passiamo ogni settimana ad ascoltare musica, rispetto alle 16.3 del 2019. È quanto emerge da Engaging with Music, il report di IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) che fotografa le modalità di fruizione nel mondo e localmente.

Lo studio è stato condotto tra giugno e luglio 2021 su un campione di 43mila utenti demograficamente rappresentativo della popolazione compresa tra i 16 e i 64 anni in: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Messico, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Russia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa e Svezia. Questi paesi rappresentano il 91% dei ricavi del mercato della musica registrata nel 2020.

Una spinta trainata dai giovani

Come avviene nelle tendenze del mercato discografico in generale, la spinta è trainata dallo streaming e dalla fascia di popolazione più giovane. In Italia il 79% degli intervistati ascolta abitualmente musica via streaming. Un dato piuttosto basso, che però sale al 95% nella fascia di età 16-24. Notevole è l’aumento del 100% del tempo di ascolto tramite le versioni premium delle piattaforme (anche qui sono determinanti i giovani: 55% di penetrazione nella fascia 16-24, 57% in quella 25-34).

La fascia di età 25-34, poi, si dimostra quella che investe maggiormente nei supporti fisici. Nell’ultimo mese, il 21% di quegli intervistati ha comprato almeno un CD e il 16% almeno un vinile.

Nuove tendenze: TikTok, il gaming e la musica

Il tasso di penetrazione di formati video brevi è ancora basso in Italia (40%, rispetto al 60% della Russia per esempio). Nonostante ciò, la pandemia ha dato impulso anche alla diffusione di piattaforme come TikTok, scaricata e usata dal 71% degli intervistati nel periodo post-lockdown. In media sono 5.2 le ore settimanali pro capite spese a guardare video a tema musicale (il 70% del tempo totale) e il 56% del campione ammette che la musica è ciò che piace maggiormente di TikTok.

La community dei gamer si rivela particolarmente aperta alla fruizione di concerti virtuali sulle piattaforme di gaming: il 51% di loro si dichiara interessato. Complessivamente, il 26% del campione ha guardato almeno un concerto in streaming negli ultimi dodici mesi e il 56% continuerebbe a farlo, anche parallelamente alla ripresa dei live in presenza.

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