Che Vasco Rossi fosse l’uomo dei record lo si sapeva da un pezzo. Ma con tutte le carte del 2017 sul tavolo, il Comandante può piazzare un’altra medaglietta sul proprio bavero: fra i concerti dell’anno scorso, il suo è stato il più visto in assoluto. Impossibile per qualsiasi altro artista in tour in Italia nello stesso periodo anche solo avvicinarsi a Vasco. Quello che è considerato – a ragione – uno dei simboli viventi della musica italiana è riuscito a radunare il 1° luglio 2017 al Modena Park – Enzo Ferrari la bellezza di 225.173 fan. Un’infinità di persone e in molti, ricorderete, hanno atteso giorni accampati fuori dai cancelli del parco emiliano per conquistare i posti migliori e godersi in religiosa estasi l’idolo sul palco. Ne è valsa la pena: il concerto ha segnato un record difficilmente battibile in Italia, una festa per i quarant’anni di carriera di Vasco degna della sua fama.

Vasco Rossi live a Modena Park (1 luglio 2017)

A certificare il numero delle presenze degli spettatori ai concerti italiani è la Siae, che ogni tre mesi pubblica la top 10 degli spettacoli dal vivo più seguiti nel periodo di riferimento. Andando a spulciare le quattro mini-classifiche del 2017 – l’ultima pubblicata poche settimane fa – è possibile ripercorrere tutta la stagione musicale trascorsa e stilare la classifica dei quindici concerti più visti in assoluto nell’anno.

Se Vasco Rossi ha fatto gara a sé, tutti gli altri hanno battagliato per conquistare le posizioni migliori. Alle spalle del Blasco si piazza la seconda giornata degli I-Days 2017. Sulle piste dell’Autodromo di Monza, il 17 giugno i Linkin Park si sono esibiti davanti a 80.027 persone arrivate in Lombardia per seguire (anche) i Blink 182, sul palco fino a un attimo prima. Di pista in pista, l’Autodromo di Imola ha fatto da splendida cornice al concerto dei Guns N’ Roses, che hanno incantato 79.667 spettatori il 10 giugno. Numeri da capogiro.

Più indietro si piazzano i Coldplay, che conquistano la quarta e la quinta posizione tra i concerti più visti del 2017: nella due giorni milanese, la band britannica capeggiata da Chris Martin è riuscita a portare a San Siro quasi 120 mila persone in due serate. Il quattro luglio gli spettatori sono stati 59.608, il giorno prima 59.594. In uno stadio diverso, una decina di giorni più avanti gli U2 si sono dovuti accontentare di qualche centinaio di spettatori in meno: all’Olimpico di Roma la storica band irlandese ha radunato in due nottate 117.939 fan, divisi tra il 15 e il 16 luglio 2017.

Una posizione più in basso c’è la giornata inaugurale degli I-Days dell’anno scorso: sul palco di Monza hanno suonato i Radiohead, davanti a 56.314 spettatori. Un migliaio in più di quelli accorsi a Lucca il 23 settembre per un altro evento storico del 2017: il ritorno in Italia dei Rolling Stones. La leggendaria band britannica è stata accolta in Toscana da 55.551 persone che hanno cantato praticamente senza sosta tutte le stra-famose hit di Mick Jagger & Co. A qualche biglietto di distanza, invece, ci sono i Depeche Mode, che il 27 giugno a Milano (55.539 spettatori) hanno fatto meglio rispetto a un paio di giorni prima a Roma (52.519).

E gli italiani? Per scovare il primo cantate fatto-in-casa – al di là di Vasco – bisogna andar giù fino al tredicesimo posto della nostra classifica. Lì, biglietto dopo biglietto, si piazza Tiziano Ferro che a Roma il 28 giugno ha chiamato a sé 50.055 spettatori. Sebbene non riesca a gareggiare sulla singola data con chi lo scorso anno ha portato sugli spalti migliaia di spettatori in più, il cantautore di Latina è l’unico artista che riesce a piazzare tre sue date tra i primi 15 concerti del 2017. Dopo i Radiohead a Firenze (49.493), infatti, gli ultimi due posti nella classifica dei migliori sono entrambi suoi: in due serate a Milano, Tiziano Ferro è riuscito a portare allo stadio Meazza più di 95mila persone (di fatto equamente divise tra il 16 e il 17 giugno).

A guardarli nel loro complesso, i dati sui concerti più gettonati dell’anno raccontano parecchio di come viene gestita la musica in Italia. Innanzitutto, l’offerta: dei 15 eventi al top nei dodici mesi, solo il palco dei Rolling Stones è stato allestito in un mese diverso rispetto ai due centrali dell’estate e le performance più appetibili sono tutte a giugno (9) e luglio (5). L’aria vacanziera e la voglia di far festa spinge i promoter a puntare sulle prime date con bel tempo (quasi) certo. Ma senza esagerare: agosto, con il suo caldo torrido, è di fatto non pervenuto. Al di là degli aspetti organizzativi, però, emerge come ad attirare le grandi masse di pubblico sia principalmente la storia che viene messa in scena sul palco: Vasco Rossi svetta per il suo quarantennale di carriera e anche U2 e Guns N’ Roses non scherzano per numero di anni sulla scena. Anche i festival toccano grandi vette, ma quello che funziona alla grande sono gli eventi spot, soprattutto se legati a un passato artistico glorioso. C’è da scommettere che se ne vedranno sempre più spesso perché possono essere una vera macchina da soldi: una storia costruita negli anni non ha pari, nemmeno quando si tratta di costruire uno stupefacente show.