Tutta la verità sull’audio 8D. Cos’è, come funziona, i pro e i contro

In questi giorni girano su Whatsapp alcuni file da ascoltare con le cuffie per vivere al meglio l’esperienza dell’audio 8D. Ma di cosa si tratta?
Come funziona la tecnologia 8D?
Reynier Carl/Unsplash

La prima domanda che viene in mente è: cos’è l’audio 8D? E subito dopo: 8D vorrà dire 8 dimensioni?

Solitamente quando ascoltiamo la musica con le nostre cuffie sentiamo solamente due “vere” fonti sonore, la cuffia di destra e la cuffia di sinistra. In realtà è anche possibile fare in modo che il suono prodotto ci sembri appena sopra alla nostra testa o che si trovi a 2/3 metri alla nostra sinistra e così via. Combinando queste tracce, con l’aggiunta di diversi effetti eco, l’effetto finale può diventare qualcosa di davvero sorprendente, coinvolgente e realistico.

È davvero un suono in 8 dimensioni?

Definire 8D come un suono in 8 dimensioni è eccessivo. È sufficiente dire che è un audio in 3D. Sì, in 3 dimensioni. In pratica, se decidiamo che la testa dell’ascoltatore sia il punto zero della partenza del suono a noi servono solo tre misure per definire, con molta precisione, quella che è l’origine del suono realizzato. Per esaltare il tutto basta solo aumentare le cifre davanti alla D, così da dare l’impressione che sia un qualcosa di nuovo, di più evoluto e di qualità migliore rispetto, per esempio, all’audio 7D. Se cerchi bene troverai anche audio da 10D o 11D, ma per favore non andare oltre… Si parla sempre e comunque di audio.

Di sicuro in questi giorni avrai ricevuto messaggi su Whatsapp con: “Ascolta questo brano con le cuffie, è la nuova canzone degli XXX con la tecnologia 8D. Senti che effetti, quasi da sentire la musica col cervello e non con le orecchie…”. Allora cosa fai? Prendi subito le cuffie e fai play, no? Al primo ascolto rimani lì, più che sorpreso da quello che hai appena sentito. Tutto è intorno a te, e non hai solo un “Left/Right”. Quasi ti sembra di essere in giro, come quando senti i rumori della città che ti stanno intorno. Ma qui sei a casa… con indosso un paio di cuffie.

Non è una nuova tecnologia di ascolto

Senza deludere nessuno questa non è una nuova tecnologia di audio, anche se la curiosità di tutti è “nata” solo negli ultimi giorni. Basta vedere, per esempio, come su YouTube esista un canale dedicato a questi audio, 8D Tunes (lo trovi qui), che conta 6.65M di iscritti, aperto il 25 novembre 2015. Il discorso è diverso per Spotify che nelle ultime settimane ha visto tornare al primo posto Dance Monkey di Tones and I. Nella versione 8D, chiaramente.

Questa tecnologia di audio 8D (o meglio 3D?) porta avanti l’idea di poter ascoltare un brano in una “nuova” esperienza di ascolto immersiva e, perché no, anche molto suggestiva per le nostre orecchie. Per questo viene spontaneo chiedersi se sia una nuova tecnologia. Ma come spiegato prima la risposta è certamente no, perché non esiste un audio 8D, ma quello che il brano che abbiamo ascoltato/creato è una cosa reale.

Facciamo due esempi. Qui sotto trovi due video. Il primo ha un audio sorround, mentre il secondo ha un audio multidirezionale. È essenziale ascoltarli con le cuffie in modo da poter vivere al meglio questa esperienza. Alzando il volume, in un ambiente tranquillo in casa, potrai sentire al meglio i due audio. 

Pro e contro

I pro? Diciamo che da qualche giorno abbiamo scoperto un nuovo modo di sentire musica con le nostre cuffie. Una nuova esperienza immersiva in quello che stiamo sentendo.

I contro? Per molti questi brani sono una cavolata pazzesca, un’esaltazione di finte nuove tecnologie per ascoltare i propri brani.

Dove sta la verità? Questa non è una nuova tecnologia, ma una metodologia che permette di ascoltare i brani come se fossi al centro di essi. È un modo diverso di ascoltare musica che ti attraversa la testa e, proprio grazie alle cuffie, ti permette di assaporare l’ottimo risultato di metodi di equalizzazione, panning ed effetti combinati di un brano.

Come realizzare un brano 8D?

Diamo ora un’occhiata anche alla tecnologia necessaria per poter creare questo suono surround. Un primo metodo è con Ambisonics, un formato audio surround a sfera completa. Oltre al piano orizzontale, copre le fonti sonore sopra e sotto all’ascoltatore. A differenza di altri formati surround multicanale, i suoi canali di trasmissione non trasportano i segnali degli altoparlanti. Questo formato sonoro esiste dal lontano 1970. Possiamo anche trovare dei software online come Ambeo Orbit e Audacity (entrambi in versione gratuita). Cercando dei tutorial online puoi anche iniziare a creare degli audio con queste tecnologie.

Un’altra tecnica per registrare audio immersivi è quella della registrazione binaurale. Questo è un altro metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha come fine l’ottimizzazione della registrazione per il suo ascolto futuro proprio con le cuffie. Così manterrà le caratteristiche direzionali a 360 gradi sferici.

https://www.youtube.com/watch?v=5rgDnGjCkGI

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