40 anni portati benissimo: l’iconica etichetta 4AD li festeggia con una stupenda compilation

Allergica alle celebrazioni e da sempre contraddistinta da una fortissima identità estetico-sonora e da una tensione dinamica verso il futuro, la label ha voluto fare un’eccezione per festeggiare questo rotondo anniversario in compagnia di nuovissime band e vecchie conoscenze
4AD - intervista Ed Horrox
Dettaglio della copertina di Bills & Aches & Blues

La 4AD, label fondata da Ivo Watts-Russell – molto effervescente in questo periodo storico con un roster di nuove proposte molto intriganti – compie 40 anni. E per festeggiarli pubblica (per il momento solo in formato digitale, prossimamente in vinile e CD) un’elegante compilation che s’intitola Bills & Aches & Blues.

I 18 artisti si cimentano con alcuni classici del catalogo ma anche con alcune gemme non troppo celebrate e il risultato è spesso intrigante. Ci sono momenti di pop contemporaneo come nella versione di Where Is My Mind dei Pixies proposta da Tkay Maidza e pennellate sperimentali con Gigantic rivista da Bing & Ruth.

In esclusiva per noi, ci siamo fatti una chiacchierata su questo progetto (con nobili risvolti charity) con Ed Horrox, head A&R di 4AD. Ma abbiamo anche sfruttato l’occasione per capire l’elisir di tanta giovinezza e dinamicità per la storica label londinese. L’intervista integrale la leggerete sul numero di aprile di Billboard in uscita venerdì 16.

Ed, vorrei iniziare citando una frase che mi colpì, detta da Martin Aston, autore del volume dedicato a voi Facing the Other Way: “La 4AD è come un cigno, sopra la superficie dell’acqua sembra muoversi senza alcuno sforzo, ma sotto è tutto un movimento continuo delle zampe”. Avete saputo nel tempo controllare elegantemente le tante difficoltà e mantenere coerenza ed equilibrio in maniera invidiabile.

Sono sicuro che tutti conosciamo persone nelle nostre famiglie che hanno vissuto tempi turbolenti. E “la famiglia 4AD” non è diversa. Se possiamo aiutare un artista o un collega in un momento difficile, ci siamo. Ed è importante quanto aiutarlo nel realizzare un grande disco. E ovviamente queste relazioni s’intrecciano.

Alla 4AD avete sempre dato grande spazio alla creatività femminile. È evidente anche in Bills & Aches & Blues.: avete istituito delle “quote rosa” nel vostro modus operandi?

Nessuno ha istituito delle regole qui. Detto questo, il primo EP della compilation (Bills & Aches & Blues è stato anticipato dall’uscita in serie di 4 EP digitali, ndr), presenta una line up tutta al femminile: Tkay Maidza, Meg Remy (US Girls), Aldous Harding, Breeders e Maria Somerville. E pensa che ciò è avvenuto per caso, nessuno lo ha progettato a tavolino. Ma penso che tu faccia bene ad attirare l’attenzione su questo argomento poiché il talento femminile è tristemente poco rappresentato nel mondo della musica, su tutti i livelli. Vivo in effetti da 20 anni in una sorta di bolla con la 4AD, quindi non ne ero pienamente consapevole, ma le statistiche non mentono.

Tutti sappiamo che i Cocteau Twins hanno aiutato la 4AD a cambiare e a offrire una certa estetica sonora. Oggi possiamo permetterci di affermare che Grimes sia un artista che fa cambiare ancora una volta la vostra direzione estetica?

Di solito – ed è naturale che avvenga – il destino artistico di una label e di un’artista s’intersecano e si influenzano vicendevolmente. Detto questo, pensando a Grimes, mi chiedi se lei ha influenzato il panorama musicale: beh, sicuramente, al 100%. Tuttavia, quando abbiamo collaborato con lei per la prima volta, ci è sembrato tutto molto naturale, perché sin da subito abbiamo adorato la sua musica e la sua energia. Nessuno pensava: “Ah, ecco che arriva un cambio di direzione!”. È meraviglioso però quando si presentano queste opportunità. Ti puoi accorgere quando un artista pensa in avanti ma puoi anche percepire che nel suo DNA c’è un filamento di 4AD, quindi sembra tutto davvero al posto giusto. A proposito, ne approfitto per segnalarvi Erika de Casier, che è un’artista di questa stoffa e il suo nuovo album sarà sensazionale!

Ed Horrox, al centro, in compagnia dell’artista Shanti Bell e di Chris Bigg, che fu compagno alla v23 con il compianto art director Vaughan Oliver

Ci racconti tre momenti chiave della 4AD?

Per noi che lavorano qui, oggi, i momenti chiave sono il nostro roster attuale e gli artisti che stiamo per firmare. Senza di loro l’avventura non continuerebbe. A parte questa premessa mi piace ricordare il momento in cui arrivarono i Cocteau Twins. Tutti noi li amiamo: chi non potrebbe? Ma il passato è rilevante per noi solo nella misura in cui ci aiuta ad andare avanti. Poi ricordo che Bradford Cox ci inviò una e-mail – prima che lo firmassimo – dove di chiedeva una copia promozionale dell’album Mountain Battles delle Breeders! Quindi, se vuoi giocare a unire i puntini, possiamo dire che c’è un fil rouge tra la nuova compilation, le Breeders che poi hanno avuto un ruolo “determinante” per avere i Deerhunter e… Grimes, che ha contribuito a portare nel team i Dry Cleaning.

Più guardi da vicino, più noterai che tutto è connesso. Se pensi in questo senso, ne consegue che i grandi eventi e i risultati non avrebbero potuto essere possibili senza quei dettagli più piccoli e meno visibili nella nostra storia. Insisto su questo tema dell’importanza di seguire la musica e le interconnessioni nella sua comunità, perché se perdi questo fattore la tua etichetta muore.

C’è un segreto di fondo davanti a tanta longevità?

Non ci sono segreti. Seguiamo sì la musica ma cerchiamo costantemente ispirazione dall’intera comunità degli artisti. La troviamo anche nei film, nella moda e nel design. Abbiamo una squadra meravigliosa in tutto il mondo che rimane impegnata con l’underground e ognuno interagisce sempre con gli altri. Condividiamo ciò che ci entusiasma e questo a sua volta ci porta agli artisti con cui finiamo di voler lavorare.

L’edizione in vinile e CD sarà in vendita dal 23 luglio ed entro la fine dell’anno sarà disponibile un cofanetto deluxe del vinile. Il ricavato dei primi 12 mesi di vendita di Bills & Aches & Blues sarà donato a The Harmony Project, un progetto di doposcuola per bambini di scuole e comunità che non hanno accesso allo studio della musica e dell’arte a Los Angeles.

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